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I furbetti dei sacchi neri non mollano

In Ticino il malandazzo dei rifiuti abusivi continua a generare spese importanti, che poi si ripercuotono su tutti i contribuenti. Ecco come vanno le cose nei maggiori comuni.
I furbetti dei sacchi neri non mollano
Tipress (archivio/simbolica)
I furbetti dei sacchi neri non mollano
In Ticino il malandazzo dei rifiuti abusivi continua a generare spese importanti, che poi si ripercuotono su tutti i contribuenti. Ecco come vanno le cose nei maggiori comuni.

BELLINZONA - Sono passati 26 anni dall’introduzione a tappeto, in tutti i comuni ticinesi, della famosa tassa sul sacco. E 32 da quando il comune pioniere, Chiasso, fece il primo passo. Eppure il malandazzo dell’utilizzo e abbandono abusivo di sacchi non ufficiali, in Ticino, continua. Con tutte le spese che ne conseguono...e che poi si riversano su tutti i contribuenti. 

Tra i principali Comuni ticinesi, molti non monitorano la problematica. Altri, invece, hanno inquadrato il fenomeno con cifre ben definite. 

Locarno
Locarno, ad esempio, stima che nel 2025 «sulla base dei dati disponibili» tra le 59 e le 65 tonnellate di rifiuti sono state gettate per mezzo di sacchi abusivi. 

Gli episodi di conferimento non conforme riguardano sacchi di diverse colorazioni e tipologie e rifiuti depositati in forma sfusa, precisa il Comune. Ma secondo il peso medio del sacco da 35 litri (il più utilizzato) calcolato dal rapporto federale sulla composizione, questo quantitativo equivarrebbe a 14’050-15’476 sacchi. 

E, considerando i relativi costi di trasporto e smaltimento, «la spesa direttamente riconducibile a questi quantitativi è nell’ordine di circa 10'000-12'000 franchi all’anno». 

Ma al di là del comportamento anti-etico e dannoso sul piano ambientale, gettare rifiuti nei sacchi neri (o simili) potrebbe costarvi molto caro.  

A Locarno, infatti, il regolamento prevede una multa fino a 10mila franchi, in funzione della gravità dell’infrazione. E i controlli ci sono. «Quando vengono riscontrati conferimenti non conformi presso gli ecopunti, vengono effettuati gli opportuni accertamenti finalizzati, laddove possibile, all’identificazione del responsabile».

Tra gli strumenti a disposizione vi è anche la videosorveglianza, «nel rispetto delle disposizioni applicabili in materia di protezione dei dati personali». E, «laddove le circostanze lo consentano, anche il contenuto dei sacchi può fornire elementi utili per risalire al responsabile del conferimento». 

La Città sottolinea inoltre che «si registrano situazioni caratterizzate da abusi reiterati da parte dei medesimi responsabili, nonostante i precedenti richiami o provvedimenti adottati».

Biasca
Anche Biasca ha il polso della situazione. «Stando al consuntivo del Consorzio nettezza urbana, nel 2025 nei contenitori sono stati trovati 3’534 sacchi neri, pari a 15,29 tonnellate di rifiuti». E la spesa sostenuta per questi sacchi abusi supera i 4’000 franchi. 

Il trend, ci viene detto, è stato in aumento fino al 2022, quindi si è livellato ed è rimasto costante. 

Le sanzioni previste per i trasgressori sono di 100 franchi per sacchi da 17, 35 e 60 litri e di 200 franchi per i sacchi da 110 e 200 litri, ci viene riferito. 

Al momento, tuttavia, il Comune non esegue controlli per identificare i responsabili e scoraggiare attivamente questi comportamenti. 

Lugano
Più approssimativo il riscontro di Lugano, che non ha dati precisi sul fenomeno. «Nella Città sono presenti principalmente contenitori interrati, che vengono vuotati direttamente all’interno di un autocarro, il che rende oggettivamente difficile valutare e quantificare con precisione quanti sacchi non ufficiali vengano smaltiti in modo improprio all’interno del circuito di raccolta». 

Per quanto concerne la tendenza, «al momento dell’introduzione della tassa sul sacco si notò, nei primi mesi, un discreto utilizzo di sacchi non ufficiali. Con il passare degli anni il fenomeno è sensibilmente calato e oggi può essere considerato stabile e costante». 

Un indicatore di questa stabilità è il numero di procedimenti amministrativi aperti dalla Città di Lugano: «la media si attesta su circa 25 procedure amministrative all’anno, un dato che si  mantiene costante da quattro anni». 

L’importo previsto per le sanzioni è di 200 franchi, ma, in prima battuta, il Comune punta sulle lettere di ammonimento e passa alla multa solo in caso di reiterazione. Inoltre «non vengono effettuati controlli capillari e sistematici». 

«L’attività di verifica e recupero viene attivata prevalentemente a seguito di segnalazioni specifiche da parte di cittadini o servizi comunali. In questi casi i funzionari incaricati intervengono, compatibilmente con le risorse operative a disposizione, per il recupero dei sacchi e, ove possibile, procede all’identificazione degli autori anche attraverso la visione delle immagini fornite dai sistemi di videosorveglianza presenti in zona». 

Bellinzona
Bellinzona, dal canto suo, spiega che non dispone di una quantificazione esatta della spesa direttamente riconducibile ai sacchi neri abusivi. «La raccolta e lo smaltimento avvengono infatti congiuntamente al resto dei rifiuti solidi urbani (RSU) contenuti nei sacchi verdi ufficiali della Città e non viene effettuata una pesatura distinta di questi rifiuti». 

Viene tuttavia osservato che i cittadini della capitale «dimostrano complessivamente una buona attenzione alla corretta separazione e gestione dei rifiuti. Un dato particolarmente significativo è la produzione di rifiuti solidi urbani pro capite inferiore alla media cantonale». 

«Quando si verificano episodi di conferimento irregolare o di abbandono di rifiuti, vengono effettuati gli accertamenti necessari per cercare di risalire ai responsabili. A seconda dei casi, questi possono comprendere l’analisi del materiale rinvenuto nei sacchi e la verifica delle immagini degli impianti di videosorveglianza, nel rispetto delle normative vigenti». 

In caso di identificazione del responsabile, si applicano le sanzioni previste dalla normativa vigente e dai regolamenti comunali, ovvero una multa fino a 10’000 franchi. «Il conferimento irregolare e l’abbandono dei rifiuti non sono comportamenti tollerabili e, quando è possibile individuare il responsabile, il Comune procede con gli opportuni provvedimenti», viene evidenziato. 

Chiasso
La pioniera dei sacchi ufficiali, Chiasso, afferma invece che i sacchi neri ritirati dai servizi «non superano mensilmente la decina». 

Questo «grazie anche all’attività repressiva messa in atto tramite un sistema di sorveglianza installato presso i centri di raccolta». 

«Grazie alla visione delle telecamere da parte della polizia comunale riusciamo in tanti casi a risalire al nome del trasgressore», viene sottolineato. E le sanzioni per chi non rispetta le regole sul corretto smaltimento dei rifiuti o abbandona illecitamente i sacchi «variano generalmente da 50 a 300 franchi». 

Massagno
Anche a Massagno i cassonetti non vengono esaminati. «Nell’arco dell’ultimo anno le squadre comunali hanno recuperato circa una quindicina di sacchi non ufficiali, sempre a seguito di segnalazioni da parte di terzi, senza aprire sistematicamente i cassonetti per verificare», indica il Comune. «Se però, a titolo prudenziale, consideriamo una cinquantina di sacchi non ufficiali all’anno (neri o rossi di Lugano), siamo nell’ordine dei 400 chili di rifiuti».

I costi di smaltimento dei sacchi abusivi, viene precisato, non si possono quantificare in modo preciso in quanto non ci sono spese o costi specifici fatturati da terzi. «Si può eventualmente considerare l’onere in termini di ore di lavoro per le ipotetiche operazioni di apertura e controllo dei sacchi e per le relative pratiche amministrative. Ipotizzando circa tre ore per situazione basandosi su una stima di 50 casi ipotetici casi all’anno, si arriverebbe a circa 150 ore. Valorizzandole a 50 franchi all'ora, il costo teorico sarebbe di circa 7’500 franchi all’anno. Anche quest’ultima cifra è comunque puramente indicativa e teorica, basata sui 50 casi ipotizzati, e non rappresenta un costo effettivamente contabilizzato».

Rispetto ai controlli il Comune afferma intanto che «una volta aperti i sacchi, di regola non è quasi mai stato possibile recuperare informazioni utili e sufficienti per risalire al responsabile. Se gli elementi raccolti lo consentono, viene avviata la procedura con la stesura del rapporto di contravvenzione e la richiesta di osservazioni».

Le multe per l'abbandono di rifiuti presso i punti di raccolta prevedono fino a 150 franchi per i residenti e fino a 300 franchi per i non residenti, mentre per il littering fuori dai punti di raccolta si arriva fino a 100 franchi.

Stando al Comune il trend sembra comunque in diminuzione, «tuttavia il problema è riuscire a risalire al responsabile e ad incassare effettivamente la multa»: «A partire dal 2027 inoltre il Comune si doterà di impianti di videosorveglianza, deterrente che verosimilmente porterà miglioramenti».

Mendrisio
Chiude la carrellata il Comune di Mendrisio che, pur non monitorando la problematica, ritiene che il fenomeno sia attualmente contenuto. 

«Nella quotidianità si tratta prevalentemente di singoli sacchi ritrovati occasionalmente presso contenitori interrati o seminterrati», ci viene spiegato. «Nelle zone servite dalla raccolta porta a porta vengono invece raccolti unicamente i sacchi ufficiali conformi». 

In presenza di abusi evidenti la Città procede, laddove possibile, con verifiche mirate. «Gli accertamenti devono tuttavia rispettare la legislazione e la giurisprudenza vigenti, in particolare per quanto concerne la tutela della sfera privata, la proporzionalità degli interventi e la necessità di disporre di elementi sufficientemente solidi per attribuire un’infrazione a una determinata persona». 

«Anche eventuali elementi rinvenuti nei rifiuti non costituiscono necessariamente, da soli, una prova sufficiente ai fini sanzionatori», viene specificato. «Analogamente, il ricorso a strumenti quali la videosorveglianza è soggetto a precise condizioni legali e deve essere valutato secondo criteri di necessità e proporzionalità». 

In caso di infrazioni accertate, ad ogni modo, «la Città può intervenire mediante diffide e, se necessario, avviare le previste procedure sanzionatorie, in particolare in presenza di comportamenti reiterati». E anche in questo caso le multe possono arrivare fino ai 10’000 franchi. 

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