«Non è stata una decisione contro la Svizzera»

Alessandro Romano tramite un lungo messaggio su Instagram ha spiegato i motivi per cui ha scelto l'Italia. E ha pure difeso l'ASF: «Le critiche nei loro confronti sono fuori luogo».
Alessandro Romano tramite un lungo messaggio su Instagram ha spiegato i motivi per cui ha scelto l'Italia. E ha pure difeso l'ASF: «Le critiche nei loro confronti sono fuori luogo».
CAGLIARI - La scelta era ufficiale ormai dal 9 settembre, quando la FIFA aveva annunciato il cambio di nazionalità sportiva. Mancava, però, la voce del diretto interessato. Alessandro Romano, rimasto finora in silenzio sulla decisione di rappresentare l’Italia, ha rotto oggi gli indugi, proprio nel giorno in cui Roberto Mancini si appresta a ufficializzare la sua prima convocazione in azzurro.
Il 20enne centrocampista ha affidato ai social un lungo messaggio, scritto in tedesco, per spiegare le ragioni della sua scelta e, soprattutto, sgombrare il campo da possibili equivoci: vestire la maglia italiana non significa rifiutare la Svizzera.
«La mia decisione è stata presa. Desidero giocare per la Nazionale italiana», ha scritto Romano, ricordando di aver rispettato la scadenza fissata per le federazioni in vista delle prossime partite di Nations League. «I regolamenti richiedono una scelta e non lasciano margini di manovra. Posso solo sottolineare ancora una volta: la mia scelta non è una decisione contro la Svizzera, bensì una decisione a favore dell'Italia».
Nel suo messaggio, il centrocampista del Cagliari ha poi raccontato quanto sia stato significativo per lui l'interesse mostrato da due commissari tecnici. «Sono felice che, all'età di 20 anni, io abbia già suscitato l'interesse di due Nazionali maggiori». Romano ha ringraziato sia Mancini sia Yakin, presenti allo stadio per osservarlo, definendo un «grande onore» l'attenzione ricevuta.
Parole di riconoscenza anche per la Federazione svizzera. Romano ha sottolineato di aver ricevuto in Svizzera «una formazione di altissimo livello» e ha voluto riconoscere pubblicamente il lavoro svolto nelle ultime settimane da Yakin, dal suo assistente Davide Calla, da Marinko Jurendic e dal tecnico dell'U21 Alex Frei.
«Mi hanno mostrato le possibili prospettive attraverso contatti personali, rendendo tutt'altro che facile la mia scelta», ha spiegato Romano, precisando di aver comunicato personalmente la decisione a Yakin e Jurendic. Proprio per questo, il 20enne ha preso le distanze dalle critiche rivolte all'ASF: «I rappresentanti della Federazione svizzera meritano riconoscimento e rispetto per i loro sforzi. Le critiche nei loro confronti sono fuori luogo».
Poi il passaggio più personale. Romano ha raccontato il suo percorso in Italia, iniziato non senza difficoltà, lontano da casa. «La mia vita in Italia non è stata facile all'inizio, ma mi sono presto sentito a casa e al sicuro in questo Paese». Un ruolo fondamentale lo hanno avuto i genitori e i fratelli, «particolarmente importanti» nei momenti più complicati.
Il centrocampista ha quindi ringraziato Roma, Spezia e Cagliari, i tre club che gli hanno permesso di costruire il proprio percorso italiano negli ultimi quattro anni. «Grazie al loro supporto ho potuto svilupparmi bene in Italia».
Ora, però, il capitolo della scelta è chiuso. Romano vuole voltare pagina e concentrarsi soltanto sul campo: «La mia decisione è ormai presa, posso concentrarmi di nuovo pienamente sullo sport, sul calcio e sulle mie prestazioni. Non vedo l'ora di scoprire cosa mi riserverà il futuro».




