Caso Xhaka: nuove informazioni sollevano ulteriori incongruenze

In un primo momento si diceva che Granit Xhaka fosse stato vaccinato l'11 novembre 2022. Ora il suo portavoce indica l'8 novembre e parla di un lapsus.
LONDRA - Il caso Granit Xhaka continua a far discutere. Il capitano della nazionale è al centro di indagini per presunti certificati Covid falsificati, come riportato inizialmente dal Blick. Il Ministero pubblico di Lucerna ha aperto un procedimento e, agli inizi di ottobre, gli inquirenti interrogheranno la stella del Sunderland.
Secondo le ultime ricerche del Tages-Anzeiger e della SonntagsZeitung, la cosiddetta dottoressa Andrea Ludwig avrebbe attestato due vaccinazioni anti-Covid a Granit Xhaka: il 25 gennaio e l'11 novembre 2022. Ora, però, emergono nuove incongruenze.
11 o 8 novembre?
Andreas Bantel fa sapere alla NZZ am Sonntag: «Xhaka dispone di una conferma della dottoressa curante che attesta che è stato vaccinato contro il Covid per la prima volta il 25 gennaio 2022 e per la seconda volta l'8 novembre 2022». Bantel si presenta come portavoce di Granit Xhaka, rappresentato dall'avvocato Stefan Wehrenberg. Il suo è un nome noto: è stato portavoce della commissione etica della Fifa.
8 novembre? Finora si era sempre parlato dell'11 novembre. Perché, dunque, le dichiarazioni del portavoce di Xhaka indicano una data diversa per la seconda vaccinazione?
Interpellato dal Blick, Bantel conferma che Xhaka avrebbe ricevuto la seconda vaccinazione l'8 novembre. Il portavoce afferma: «Chiedo scusa per questo lapsus riguardo alla data, che mi è capitato nella concitazione del momento».
Per Granit Xhaka vale la presunzione d'innocenza
Resta quindi ancora più incertezza sulla data della vaccinazione. Anche se Xhaka si fosse vaccinato contro il Coronavirus l'8 novembre a Lucerna, in quel periodo il suo programma era molto serrato (vedi qui).
È importante sottolineare che resta ancora del tutto aperto ciò che emergerà dalle indagini. Il capitano della nazionale nega di aver utilizzato un certificato falso, mentre la sua dottoressa curante afferma di averlo effettivamente vaccinato. Saranno le indagini a stabilire se questa versione sarà supportata dalle prove. Fino ad allora, sia per Xhaka sia per la dottoressa vale la presunzione d'innocenza.





