«Era la nostra seconda casa»: in 40 al sit-in per il California

La chiusura dell'Acquapark ha lasciato un profondo senso di vuoto e speranza tra clienti, dipendenti e organizzatori. La manifestazione si protrarrà per 24 ore
La chiusura dell'Acquapark ha lasciato un profondo senso di vuoto e speranza tra clienti, dipendenti e organizzatori. La manifestazione si protrarrà per 24 ore
BALERNA - Sono almeno una quarantina le persone accorse questa sera nel parcheggio del California Acquapark di Balerna. Clienti, frequentatori ed ex dipendenti si sono ritrovati spontaneamente per ricordare quello che questa struttura ha rappresentato, e rappresenta ancora, per tanti ticinesi. Tra i presenti ci sono rammarico, commozione e la sensazione di aver perso, improvvisamente, un pezzo della propria quotidianità.
La notizia della sua chiusura è arrivata nei giorni scorsi e all'improvviso: sui propri canali social era stata annunciata una «sospensione dell'attività». Mentre alle porte della struttura erano intanto comparsi i sigilli.
Ed è proprio davanti a quelle porte chiuse che questa sera si sono ritrovate le persone che per anni hanno frequentato il California.
Una donna racconta di essere cliente ormai da 30 anni: «È come una seconda famiglia questa palestra, conosco tutti. E ora sento un vuoto dentro». Un'altra spiega di essere abbonata fin dalla fondazione: «Provo una grande tristezza. È un ambiente straordinario, allegro, sano, dove si fa movimento e si ride. È una vera tristezza vedere la struttura chiusa».
La speranza di poterla vedere nuovamente aperta, seppur flebile, non è però scomparsa. E c'è anche chi avrebbe preferito essere questa sera dall'altra parte delle vetrate: «Vorrei essere dentro a spingere sui macchinari, piuttosto che qui fuori nel parcheggio. Era la nostra seconda casa», racconta un ragazzo.
Sara Nocito, tra le organizzatrici del sit-in pacifico, spiega il significato della serata: «Non stiamo richiedendo la riapertura, anche se ci piace sognare. Lo abbiamo fatto perché siamo una grande famiglia, abbiamo voglia di stare tutti insieme e di condividere questo momento difficile e triste, in cui è venuto meno qualcosa che faceva parte della nostra quotidianità».
Accanto a lei c'è Erika Besana, anche lei tra le organizzatrici. «Il ritrovo di oggi ha richiamato soci e tutti coloro che fino a qualche giorno fa collaboravano e lavoravano con la struttura. L'iniziativa si concluderà domani, con un flashmob in programma alle 18, con tutti noi: vogliamo rendere l'evento il più memorabile possibile».
Sulle vetrate esterne sono comparsi intanto cartelloni, fotografie e ricordi. «La fatica condivisa pesa la metà, la gioia di farcela raddoppia. Qui ho imparato il valore della squadra», si legge su uno dei messaggi. E ancora: «40 anni non possono finire così. Una famiglia, una casa, una palestra. Forza California».
Tra i presenti anche alcuni dipendenti. E, oltre alla commozione per la chiusura, resta una speranza concreta: «L'idea ora è di trovare dei fondi per riaprire la struttura, almeno fino alla fine dell'anno».








