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LUCERNA

Xhaka, carriera internazionale al capolinea?

Decreto penale, multa e niente più Nazionale: Xhaka rischia grossissimo
Xhaka, carriera internazionale al capolinea?
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Xhaka, carriera internazionale al capolinea?
Decreto penale, multa e niente più Nazionale: Xhaka rischia grossissimo
Un certificato-covid falso ha messo nei guai il centrocampista rossocrociato del Sunderland.
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LUCERNA - Granit Xhaka ha utilizzato un certificato-covid contraffatto. Lo ha ammesso lo stesso giocatore il quale, pressato dai media, si è evitato ulteriori guai vuotando il sacco sui social network. 

«Avevo una profonda diffidenza nei confronti del vaccino. Avevo paura e, invece di chiarire i miei dubbi e le mie preoccupazioni attraverso i canali previsti, mi sono procurato un certificato falso. È stato un errore. Mi dispiace», ha ammesso il (quasi) 34enne il quale, da colonna portante della Nazionale e faro in vista del biennio che porterà all’Europeo, è invece diventato un novello-Patrick Fischer.

A causa della sua condotta fraudolenta, oltre a una condanna penale per falso in documenti e una pena di quasi 39’000 franchi, l’ex selezionatore ha perso la possibilità di pilotare la Svizzera all’ultimo Mondiale e ha rimediato una squalifica di quattro anni dall’International Ice Hockey Federation (IIHF).

Granit, invece, da cosa è atteso?
La giustizia ordinaria lo porterà, presumibilmente, a pagare quando il suo "illustre" collega. Sarà ascoltato in un'audizione la quale - tenuto conto della sua pubblica ammissione - servirà solo per stabilire date e collegamenti. Poi passerà da accusa a condanna come privato cittadino. Completato tutto l'iter, dovrebbe "cavarsela" con un decreto penale per il reato di falso in documenti e una multa salata. Forse non arriverà alla cifra sborsata da Fischer - che comprò un certificato falso su telegram - ma di sicuro qualche decina di migliaia di franchi dovrà versarli nelle casse della Federazione.

A livello sportivo la questione è invece molto più complicata e spinosa. Incrociata la data della certificazione fasulla con le disposizioni dei vari paesi "visitati", si capirà con precisione quali e quante leggi ha infranto Granit. Già così, però, stando ai regolamenti delle federazioni calcistiche potenzialmente interessate, la sua carriera potrebbe essere pesantemente segnata.

Secondo l'articolo 19 del regolamento disciplinare dell'ASF, "I giocatori e gli ufficiali che, nell'ambito di un'attività legata al calcio, creano un titolo falso, falsificano un titolo oppure utilizzano un titolo falso o falsificato avente rilevanza giuridica saranno sanzionati disciplinarmente". In che modo? Non è specificato. Una sanzione è tuttavia praticamente certa.

Più preciso è il codice disciplinare della FIFA, che vale anche per la Football Association (la federazione inglese, per la quale il centrocampista giocava al momento dei fatti). L'articolo 22 riporta infatti: "Chiunque, nell'ambito di attività legate al calcio, contraffaccia un documento, falsifichi un documento autentico oppure utilizzi un documento contraffatto o falsificato sarà sanzionato con un'ammenda e una squalifica di almeno sei partite oppure per un periodo determinato non inferiore a 12 mesi".

Stando ai precedenti internazionali, il rossocrociato rischia dunque di dover sedere in tribuna per molto tempo. Magari non con il suo Sunderland, ma con la Svizzera. La sua avventura con la Nati potrebbe essere arrivata al capolinea.


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