Bocciature, il SISA: «L’allievo deve poter dire la sua»

Secondo il sindacato, il confronto potrebbe offrire ai docenti ulteriori elementi prima della decisione finale.
BELLINZONA - Una risoluzione per rivendicare il diritto di audizione e partecipazione degli allievi nei Consigli di classe decisivi per la loro promozione eccezionale è stata approvata oggi a larga maggioranza dall'assemblea studentesca del Liceo di Bellinzona. A presentarla è stato il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), che contesta l'attuale esclusione degli allievi dalle discussioni che possono portare alla loro bocciatura.
La richiesta riguarda i casi in cui, al termine dell'anno scolastico, uno studente non abbia ottenuto i risultati normalmente necessari per essere promosso. Secondo quanto previsto dai regolamenti delle scuole medio-superiori del Canton Ticino, in determinate circostanze il Consiglio di classe può comunque decidere per la promozione, prendendo in considerazione elementi quali l'impegno personale, la costanza e le eventuali difficoltà incontrate durante il percorso scolastico. Il Consiglio può anche decidere di non concedere la promozione.
Un allievo su due viene bocciato
Il SISA afferma di aver analizzato i rapporti di gestione del Liceo di Bellinzona relativi alle annate scolastiche più recenti, rilevando che, in media, un allievo su due tra quelli sottoposti a questo tipo di decisione viene bocciato dal Consiglio di classe. Secondo il sindacato studentesco, vi sarebbero inoltre casi in cui è stato respinto il 100% degli allievi di una determinata classe interessati dalla procedura.
Al centro della risoluzione approvata dall'assemblea c'è soprattutto il ruolo dello studente nel procedimento. Secondo quanto evidenziato dal sindacato: «L’allievo oggetto della decisione del gruppo di docenti non solo non ha il diritto di partecipare all’incontro per tutta la sua durata, ma non può neppure essere ascoltato con un breve intervento in cui potrebbe eventualmente fornire una propria versione rispetto al percorso scolastico intrapreso, illustrando a tutti i docenti determinate problematiche delle quali può essere difficile tenere conto senza un confronto diretto».
Il peso di una bocciatura
I promotori della risoluzione evidenziano che un confronto diretto permetterebbe ai docenti di conoscere elementi che potrebbero risultare difficili da valutare in assenza dello studente. Il SISA critica quindi l'attuale procedura, definendola «antidemocratica» e sostenendo che rischia di trasformare gli studenti in semplici oggetti di decisioni prese a porte chiuse, anziché considerarli individui responsabili del proprio percorso.
Inoltre, sottolinea che «la ripetizione di un anno scolastico può incidere in maniera non indifferente sulla vita di uno studente e riteniamo sia giusto che coloro che detengono il potere di determinare tale eventualità abbiano l’occasione e l’obbligo morale di guardare negli occhi l’allievo coinvolto, di ascoltarlo e di comprenderne le motivazioni».



