Gli ruba l’auto, lo insegue e il ladro fa un incidente... ma c'è di più

Un racconto, quello di un nostro lettore, che sa di film d'azione. Invece i fatti sono realmente accaduti tra Chiasso e Morbio Superiore
CHIASSO - Parcheggia l'auto a Chiasso, si allontana per andare in fiduciaria e, quando torna, la macchina non c'è più. Poi, mentre sta segnalando il furto alla polizia, vede passare davanti a sé proprio la sua vettura, con una targa diversa, e inizia a inseguirla. È il racconto di Alessandro, un cuoco di Carona, che ricostruisce una vicenda conclusasi a Morbio Superiore con il danneggiamento dell'auto in seguito a un incidente e il fermo del presunto autore. E no, non è il racconto di un film d'azione. E nemmeno una scena di Fast and Furious.
Cosa è successo
«Venerdì 18 settembre, poco prima delle 12:30, ho parcheggiato davanti a casa di mia mamma, in un parcheggio pubblico in via Dante Alighieri», racconta. Al ritorno, però, «la macchina non c'era più». Dopo aver verificato di non averla lasciata altrove, Alessandro dice di aver chiamato la Polizia cantonale per denunciare il fatto.
Ed è proprio durante la telefonata che la vicenda prende una piega inaspettata, uno di quei "plot twist" cinematografici. «Mi è passato davanti il ladro con la mia macchina, ma con le targhe cambiate», racconta.
«Ma è la mia»: poi parte l'inseguimento
Inizialmente Alessandro non riconosce il veicolo proprio a causa delle targhe differenti: «Ho pensato: pensa che coincidenza beffarda, mi passa davanti la mia macchina, che non è la mia». Poi nota un particolare inequivocabile: lo sticker di Davos, località dove dice di lavorare come chef durante l'inverno, attaccato alla carrozzeria.
A quel punto racconta di essersi messo all'inseguimento del veicolo per circa 300 metri, partendo dalla zona di via Dante Alighieri e arrivando fino all'Ovale di Chiasso. Riesce anche a scattare una fotografia. Il conducente, riferisce, avrebbe poi imboccato la direzione di Vacallo, per finire la sua folle corsa a Morbio Superiore, dove l'auto è rimasta danneggiata in un incidente.
L'autore del furto, conferma la polizia, è un 26enne cittadino svizzero domiciliato nel Mendrisiotto. Al dispositivo di ricerca, coordinato dalla Polizia cantonale, hanno preso parte le Polizie comunali della regione e l'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini. Stando a nostre informazioni, si tratterebbe di un ragazzo già noto alle forze dell'ordine e legato a precedenti fatti di cronaca.
Il mistero delle chiavi
Ci sarebbe poi un ulteriore tassello relativo alle chiavi dell'auto. Alessandro racconta che queste erano custodite nella bucalettere dell'abitazione della madre, che risiede vicino al parcheggio dove è avvenuto il furto.
Secondo quanto ricostruito successivamente, il presunto autore sarebbe riuscito ad aprire la casella, senza scassinarla, e a impossessarsi delle chiavi. «Con una pinza o qualcosa le ha tirate fuori», sostiene, «quindi stava già osservando da un po'».
Auto recuperata, ma arriva la beffa dall'assicurazione
La storia non finisce qui. Perché, oltre al danno, c'è anche la beffa. Dopo il recupero dell'auto, per Alessandro è arrivata una seconda sorpresa, questa volta sul fronte assicurativo. Racconta di avere una copertura casco parziale comprendente il furto, ma sostiene che l'assicurazione gli abbia comunicato che i danni non sarebbero coperti perché il veicolo è stato ritrovato.
«Mi dicono che se la macchina fosse sparita sarei stato coperto. Ma dato che la macchina è stata ritrovata, no», afferma. Secondo quanto gli sarebbe stato spiegato, dovrebbe quindi rivalersi sul presunto autore.
Indagato a piede libero
Le principali ipotesi di reato formulate nei confronti del 26enne sono furto, danneggiamento, violazione di domicilio e infrazione alle norme della circolazione ai sensi della Legge federale sulla circolazione stradale.
A seguito anche di approfondimenti medici, la Polizia informa che «è stato inizialmente disposto il suo trasferimento in una struttura sanitaria, poiché ritenuto non verbalizzabile e non carcerabile. È stato quindi rilasciato nel corso del fine settimana ed è attualmente indagato a piede libero».



