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ZURIGO

Spruzza la vicina, la insulta e scattano le botte: in tribunale finisce... una 82enne

Singolare processo in quel di Zurigo a causa di una lite fra due vicine con più di un conto in sospeso. Alla fine l'ottuagenaria sarà condannata.
Spruzza la vicina, la insulta e scattano le botte: in tribunale finisce... una 82enne
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Fonte NZZ
Spruzza la vicina, la insulta e scattano le botte: in tribunale finisce... una 82enne
Singolare processo in quel di Zurigo a causa di una lite fra due vicine con più di un conto in sospeso. Alla fine l'ottuagenaria sarà condannata.

ZURIGO - Una canna dell'acqua, un giardino condiviso, due vicine e qualche parola di troppo.

È finito in graffi e botte, e poi in tribunale, l'alterco di vicinato scoppiato fra due soggetti insospettabili: due signore di una certa età. L'imputata principale, infatti, è una signora di 82 anni che è stata pure condannata...ma non dovrà scontare alcuna pena.

I fatti, degni di una serie tv grottesca, sono raccontati dalla NZZ nella sua edizione di mercoledì. L'imputata è una psicoterapeuta pensionata e ottuagenaria che ha dovuto rispondere di ingiuria e vie di fatto.

I fatti risalgono a una sera d'agosto del 2024, nel giardino comune di una proprietà per piani sullo Zürichberg. Secondo l'accusa, l'anziana, svizzera e residente nello stabile da trent'anni, avrebbe rivolto delle parole pesanti alla vicina, originaria della Russia o dell'Ucraina e trasferitasi lì con la famiglia nel 2014.

Culmine del diverbio, prima di arrivare alle vie di fatto, sarebbe stata una serie di insulti volgari e a sfondo xenofobo, tra cui «Fate i bagagli e tornatevene a casa vostra!». Durante una colluttazione per il tubo da giardino, la vicina avrebbe riportato alcuni graffi all'avambraccio.

In aula l'imputata ha respinto le accuse, definendole «una sfacciata menzogna». La sua versione è che sarebbe stata la vicina ad aggredirla per prima, spruzzandole addosso l'acqua ridendo, e che lei si sarebbe limitata a trattenerle le mani per legittima difesa. Ha inoltre sottolineato il proprio impegno sociale contro la violenza, sostenendo che quel linguaggio non le appartiene.

La difesa ha chiesto l'assoluzione in base al principio in dubio pro reo, parlando di una situazione di parola contro parola e ricordando che la vicina l'aveva già denunciata ingiustamente nel 2022.

All'origine dei dissapori ci sarebbe una richiesta della famiglia vicina, respinta tre volte dall'assemblea dei condomini, riguardante l'installazione di un bagno supplementare negli spazi comuni.

A pesare sul verdetto è stata però la testimonianza di un'altra vicina, che pur non avendo assistito all'inizio della lite ha confermato gli insulti.

Il giudice unico ha dichiarato l'82enne colpevole di entrambi i reati, ritenendo non credibile la tesi della legittima difesa.

Il procuratore aveva chiesto una pena pecuniaria sospesa di 30 aliquote giornaliere da 190 franchi e una multa di 500 franchi. Il tribunale ha tuttavia considerato probabile che insulti e vie di fatto siano stati reciproci e ha quindi rinunciato a infliggere una pena. La condanna non figurerà nel casellario giudiziale.

L'imputata dovrà comunque pagare 3'000 franchi tra spese giudiziarie e procedurali, mentre è stata respinta la richiesta di farle sostenere le spese legali della vicina.

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