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FRANCIA

Eutanasia a 43 anni per Arnaud Denis a causa di complicazioni dopo un'operazione

In un toccante post pubblicato su Facebook il giorno della sua morte, l’attore francese ha raccontato tre anni di sofferenze, di peregrinazioni da un medico all’altro e di battaglie.
Eutanasia a 43 anni per Arnaud Denis a causa di complicazioni dopo un'operazione
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Fonte 20Minutes
Eutanasia a 43 anni per Arnaud Denis a causa di complicazioni dopo un'operazione
In un toccante post pubblicato su Facebook il giorno della sua morte, l’attore francese ha raccontato tre anni di sofferenze, di peregrinazioni da un medico all’altro e di battaglie.

PARIGI - L’attore e regista francese Arnaud Denis è morto martedì, a 43 anni, dopo aver fatto ricorso all’eutanasia in Belgio. Gravemente disabile in seguito a un intervento per un’ernia inguinale nel 2023, aveva trasformato la sua vicenda personale in una battaglia pubblica. Poche ore prima di morire ha pubblicato su Facebook un lungo messaggio, nel quale ha dichiarato: «Ho chiuso con la malasanità».

La morte è stata confermata all’AFP dal suo avvocato, Philippe Courtois. «La decisione di Arnaud Denis è stata presa di concerto con tre medici», ha dichiarato il legale. «Il suo corpo non lo sosteneva più. Ne aveva perso il controllo. La morte di Arnaud Denis è una conseguenza dei dolori intensi che soffriva da molti mesi».

Dodici volte al pronto soccorso in un anno
Arnaud Denis era stato operato il 17 luglio 2023 per un’ernia inguinale. Durante l’intervento gli era stata impiantata una protesi in polipropilene. Per l’attore, da quel momento era iniziato un tormento senza fine.

«Ho già raccontato ampiamente la mia storia. Tre anni interminabili di peggioramento delle condizioni generali dopo un intervento chirurgico per un’ernia nel 2023», ha scritto nel suo ultimo messaggio descrivendo una rapida perdita di peso, forti dolori, problemi digestivi e una progressiva perdita di autonomia.

L’attore attribuiva questi problemi all’impianto e alle cure ricevute. Le accuse da lui rivolte a strutture sanitarie, medici, produttori di impianti medici o istituzioni costituiscono la sua testimonianza personale e non sono state accertate da una sentenza giudiziaria.

Nel post ha raccontato in particolare la sensazione di essere stato lasciato senza risposte di fronte al peggioramento delle proprie condizioni. «Sono andato 12 volte al pronto soccorso in un anno», ha scritto. «Hanno iniziato col dirmi: “Non hai nulla”».

La battaglia delle vittime degli impianti per le ernie
Arnaud Denis aveva fondato il collettivo "Victimes françaises des prothèses de hernie" (Vittime francesi delle protesi per ernie). Sui social network, il gruppo riunisce pazienti che riferiscono dolori o complicazioni dopo l’impianto di questi dispositivi medici.

L’attore voleva richiamare l’attenzione sulle conseguenze che alcuni pazienti associano a questi impianti e chiedeva maggiore ascolto, trasparenza e monitoraggio. «Quando le patologie derivano da un atto chirurgico, come nel mio caso, allora le porte si chiudono una dopo l’altra», scriveva.

Secondo Denis, le persone coinvolte si scontravano troppo spesso con il dubbio o l’incomprensione. «Continuate, impotenti, ad assistere al vostro stesso deterioramento, senza aiuto», aggiungeva.

In una precedente intervista a "Le Monde", Arnaud Denis aveva già raccontato la lunga peregrinazione medica seguita all’intervento. L’Agenzia nazionale francese per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari aveva annunciato nel 2025 un rafforzamento del monitoraggio degli impianti di rinforzo della parete addominale, dopo alcune segnalazioni di effetti indesiderati. Questi dispositivi restano tuttavia ampiamente utilizzati, soprattutto perché riducono il rischio di recidiva delle ernie.

«Depongo le armi»
Nel suo messaggio, Arnaud Denis parlava anche di encefalomielite mialgica, una malattia neurologica invalidante di cui soffriva. Denunciava la scarsa attenzione e la carenza di ricerca su questa patologia, che riteneva ampiamente sottovalutata.

«C’è un’emergenza sanitaria», scriveva, sostenendo che molti malati restassero senza un’assistenza adeguata. Raccontava di non essere più in grado di lavarsi né di alimentarsi da solo e lamentava di non aver ottenuto, a suo dire, l’accesso alle cure palliative in Francia.

Di fronte alle critiche per la scelta di ricorrere all’eutanasia, l’attore ha dichiarato: «Rifiuto a chiunque il diritto di giudicarmi». Poi proseguendo: «Ho resistito, a qualunque costo, per tre anni di sofferenze atroci. Ora depongo le armi».

Il suo avvocato ha riferito che Arnaud Denis gli aveva chiesto di proseguire la sua azione legale e di assistere la sua famiglia. Il 5 gennaio 2026 l’attore aveva presentato una denuncia contro ignoti per lesioni involontarie. Secondo l’avvocato Courtois, il procedimento era stato archiviato a fine agosto. In seguito è stata presentata una nuova denuncia con costituzione di parte civile.

Un ultimo messaggio ai suoi cariNonostante la rabbia espressa nel testo, Arnaud Denis ha concluso con un messaggio d’affetto rivolto a chi lo ha sostenuto. «A tutti i miei fratelli e sorelle di battaglia», ha scritto prima di rivolgere un pensiero «a tutti coloro che sono saliti sul treno della mia vita». La famiglia dell’attore, per il momento, non intende rilasciare dichiarazioni.

Arnaud Denis ha poi pubblicato la scena finale del film «Midnight Express», uscito nel 1978, accompagnandola con la didascalia: «Con tutto il mio amore a tutti».

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