Licenziato da Swisscom dopo 38 anni di lavoro: ecco come sarebbe andata

«La mia vicina è stata raggirata», sostiene il tecnico Sébastien Perriard, facendo riferimento alla discussione in negozio che l'ha messo nei guai. E precisa che l'azienda non ha voluto visionare le registrazioni video dell'accaduto.
BULLE - Dopo 38 anni di servizio come tecnico, Swisscom ha licenziato il friburghese Sébastien Perriard, accusandolo di aver usato toni inappropriati in un negozio dell'operatore situato a Bulle. Durante un incontro con 20Minuten, l'uomo ha chiarito la vicenda, aggiungendo svariati dettagli, e confermando di volere indietro la sua posizione.
Quegli acquisti di troppo
Secondo il racconto di Perriard, la sua anziana vicina si è recata nella filiale Swisscom in questione perché voleva acquistare un nuovo cellulare con SIM prepagata. Invece, è tornata a casa con un iPhone da 600 franchi e un pacchetto TV e Internet.
L'83enne ha quindi chiesto aiuto a Perriard. «Non possiede nemmeno un computer. È stata effettivamente raggirata», afferma l'uomo.
Così l’ha accompagnata in negozio, nel suo tempo libero, per aiutarla a restituire i prodotti non necessari. Si è presentato come dipendente Swisscom pensando di facilitare la conversazione, ma il responsabile del negozio non gli avrebbe dato modo di spiegarsi: «Era arrogante e privo di empatia».
Alla fine, dice, lui e la vicina sono riusciti a disdire gli abbonamenti chiamando il servizio clienti. Ma se per l'anziana il problema è risolto, per Perriard la questione è tutt'altro che chiusa...perché il responsabile del negozio ha segnalato internamente il suo comportamento.
Nessuno sguardo alle registrazioni video e alle recensioni
Pochi giorni dopo, il friburghese è stato convocato dalle risorse umane. Per sostenere la sua versione dei fatti, ha fatto notare alcune recensioni critiche lasciate su Google riguardanti la filiale in questione e il suo responsabile. La risposta di una collaboratrice delle risorse umane sarebbe però stata: «Tanto queste recensioni non le considereremo». E anche la sua richiesta di visionare le registrazioni video del negozio è stata respinta.
Nel colloquio successivo, avvenuto il 9 marzo, Perriard ha quindi ricevuto la lettera di licenziamento. «Si lavora 38 anni per un’azienda e in una conversazione di 90 secondi si è fuori», commenta, amareggiato. Quello stesso giorno ha dovuto restituire il badge e l’auto aziendale e anche il numero aziendale, che usava privatamente, è stato disattivato dopo pochi giorni. «Ho ricevuto un SMS e meno di 30 secondi dopo non avevo più rete, mi hanno staccato tutto», dice.
Lo stipendio gli è invece stato corrisposto fino alla fine di agosto, come d'altronde prevede il periodo di preavviso.
«Una pugnalata alle spalle» dal superiore
Perriard spiega quindi che ciò che lo ha ferito di più è stato il comportamento del suo superiore, che conosceva da 20 anni. «Era anche un buon collega, abbiamo lavorato insieme per anni. Non avrei mai pensato che mi avrebbe pugnalato alle spalle così. Avremmo potuto sederci a un tavolo e risolvere il problema in pochi minuti». E sottolinea che avrebbe potuto comprendere un richiamo, ma non il licenziamento.
L'uomo afferma comunque di non nutrire rancore verso Swisscom come azienda: «Per 38 anni sono stati corretti con me. Ma questo episodio non sarebbe dovuto accadere».
Si va in causa
Il 3 novembre il tribunale del lavoro del distretto della Sarine, a Granges-Paccot (FR), dovrà occuparsi della causa, in quanto Perriard considera il suo licenziamento come abusivo. «Spero ancora oggi che Swisscom mi riassuma», dice.
Guardando indietro, il friburghese afferma: «Aiuterei di nuovo la mia vicina esattamente allo stesso modo, lo dico in tutta coscienza. Non ho commesso errori, ma sceglierei un altro negozio Swisscom».
Per motivi di privacy e siccome la vicenda giudiziaria è ancora in corso, Swisscom non ha voluto esprimersi sul caso in questione. In generale, la portavoce Annina Merk afferma che i dipendenti sono formati per offrire consulenze rispettose, competenti e adeguate alle esigenze. Le segnalazioni vengono prese sul serio e verificate.



