Fatturava cure a domicilio, anche se in realtà si trovava all'estero: condannata

Un'infermiera 52enne di nazionalità italiana a processo oggi era accusata di aver addebitato alle casse malati quasi un milione di franchi, attraverso diverse pratiche illecite.
LUGANO - Quasi un milione di franchi fatturati, in maniera impropria, a carico delle assicurazioni malattia.
È stata condannata oggi a 3 anni di carcere (ma ne sconterà solo 6 mesi) un'infermiera domiciliare 52enne di nazionalità italiana attiva sul territorio.
Il processo, riporta la RSI, si è svolto con il rito abbreviato.
Le fatture emesse, spiega la radiotelevisione, erano calcolate sui tempi massimi previsti dal tariffario e non da quelli effettivamente trascorsi con i pazienti. In alcuni casi ha anche addebitato prestazioni professionali quando, in realtà, si trovava in realtà all'estero.
Nella pratica illecita sono state poi coinvolte altre due colleghe che saranno oggetto di procedimenti separati.
Ad accorgersi che qualcosa non andava sono state le autorità cantonali, durante i controlli.




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