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«Spurgo incompatibile con la salvaguardia della vita acquatica»

Val Malvaglia, l'appello di WWF, Pro Natura, FTAP e Ficedula per una «gestione sostenibile dei bacini idroelettrici».
«Spurgo incompatibile con la salvaguardia della vita acquatica»
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«Spurgo incompatibile con la salvaguardia della vita acquatica»
Val Malvaglia, l'appello di WWF, Pro Natura, FTAP e Ficedula per una «gestione sostenibile dei bacini idroelettrici».

LUGANO - WWF Svizzera italiana, Pro Natura Ticino, la Federazione Ticinese per l’Acquicoltura e la Pesca (FTAP) e Ficedula con BirdLife Svizzera hanno presentato opposizione alla richiesta di autorizzazione delle Officine Idroelettriche di Blenio (OFIBLE) per lo svaso del bacino di Val Malvaglia, depositata il 24 agosto 2026.

Al centro delle contestazioni c’è la tecnica prevista per rimuovere i sedimenti accumulati. Il progetto prevede uno spurgo con il rilascio complessivo di 220’000-240’000 metri cubi di sedimenti fini nell’arco di due stagioni, nel 2029 e nel 2030. Ogni anno verrebbero riversati 110’000-120’000 metri cubi nell’arco di due settimane. Il materiale finirebbe nel riale Orino, che confluisce nel Brenno e successivamente nel Ticino.

Secondo le quattro associazioni, questa modalità sarebbe incompatibile con la salvaguardia della vita acquatica e con gli attuali vincoli normativi. I corsi d’acqua ticinesi, sottolineano, sono già sottoposti a diverse pressioni, dall’aumento delle temperature alla riduzione delle precipitazioni, fino alla diffusione di specie invasive. Particolare preoccupazione viene espressa per il Brenno, descritto come in una situazione di grave difficoltà ecologica.

Il timore è che una quantità così elevata di sedimenti possa provocare gravi conseguenze per la fauna ittica e modificare gli habitat. L’aumento della torbidità, sostengono gli oppositori, potrebbe inoltre propagarsi a valle fino al fiume Ticino, interessando anche la Bolla di Loderio, area protetta di rilevanza federale.

WWF, Pro Natura, FTAP e Ficedula chiedono quindi di ricorrere a soluzioni tecnologiche alternative, che consentano di rimuovere i sedimenti limitando l’impatto sui corsi d’acqua. Le associazioni invitano infine le autorità competenti a esaminare l’opposizione e a promuovere una gestione dei bacini capace di conciliare produzione idroelettrica e tutela degli ecosistemi fluviali.

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