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Rapina alla gioielleria del Bennet, la "mente" della banda vive in Ticino

L'uomo è stato arrestato ieri dalla polizia lariana insieme a un 25enne residente a Monza. Entrambi sono stati portati in carcere.
Rapina alla gioielleria del Bennet, la "mente" della banda vive in Ticino
Rapina alla gioielleria del Bennet, la "mente" della banda vive in Ticino
Questura Como
Rapina alla gioielleria del Bennet, la "mente" della banda vive in Ticino
L'uomo è stato arrestato ieri dalla polizia lariana insieme a un 25enne residente a Monza. Entrambi sono stati portati in carcere.

COMO / BELLINZONA - Un 32enne italiano, residente nel Bellinzonese, è stato arrestato dalla Polizia di Stato di Como nell’ambito dell’inchiesta sulla rapina a mano armata compiuta lo scorso aprile alla gioielleria Stroili del centro commerciale Bennet di Tavernola a Como. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe la mente del gruppo criminale.

L’arresto è scattato venerdì 25 settembre, insieme a quello di un 25enne residente in provincia di Monza, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Como su richiesta della Procura della Repubblica. Entrambi sono stati trasferiti nella Casa circondariale di Como. Vale a dire il carcere Bassone

Rapina con pistola e martelli
La rapina era stata particolarmente violenta e sembrava uscita da una scena di un film di azione hollywoodiano. Quattro persone, tutte travisate, avevano raggiunto la gioielleria a bordo di un’auto a noleggio. Mentre uno dei componenti era rimasto al volante, gli altri tre erano entrati nel negozio armati di pistola e con il volto coperto da passamontagna.

I rapinatori avevano minacciato le dipendenti con l’arma e, utilizzando dei martelli, avevano infranto gli espositori in vetro. In pochi minuti erano riusciti a impossessarsi di numerosi monili in oro, per un valore complessivo stimato in circa 90'000 euro, prima di fuggire.

Gli arresti fra aprile e maggio
Le indagini della Squadra Mobile di Como avevano già portato all’arresto degli altri tre componenti del gruppo tra aprile e maggio. Gli accertamenti hanno quindi permesso agli investigatori di ricostruire, secondo l’accusa, il ruolo dei diversi partecipanti e di raccogliere elementi anche nei confronti del presunto mandante.

Nel corso delle perquisizioni effettuate dopo gli arresti era stata inoltre recuperata parte della refurtiva, prima che potesse essere immessa nei circuiti della ricettazione. I monili sono stati successivamente restituiti alla gioielleria.

Individuati tutti i presunti partecipanti al colpo
Con gli ultimi due arresti, l’indagine sulla rapina del 24 aprile arriva così a coinvolgere tutti i presunti partecipanti al colpo. Per i due uomini arrestati venerdì, così come per gli altri indagati, la responsabilità dovrà tuttavia essere accertata nelle successive fasi del procedimento.

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