Cerca e trova immobili
CANTONE

Cosa accade, dopo la fine delle cose?

Il primo album di Mortòri, "21.06.2023 - 16.09.2026", è una riflessione sulla trasformazione
Cosa accade, dopo la fine delle cose?
MORTÒRI
Cosa accade, dopo la fine delle cose?
Il primo album di Mortòri, "21.06.2023 - 16.09.2026", è una riflessione sulla trasformazione

LUGANO - 21 giugno 2023 e 16 settembre 2026. Due date che compaiono su una lapide in un cimitero. È quella di Mortòri, l'alter ego del musicista e produttore svizzero Aris Bassetti, già noto come metà del duo Peter Kernel e co-fondatore di On The Camper Records. Sono anche i punti cardine del titolo del primo album del progetto dell'artista ticinese, che arriva dopo due EP che hanno permesso a tutti, in Ticino e non, di conoscere la versione disillusa (e dialettale) di Bassetti.

Sulle pagine di Tio abbiamo già avuto modo di parlare ampiamente di questi due lavori: "A Mort l'Amur" e "Che Som Mort d'Amur", entrambi pubblicati nel 2025. Bassetti è stato anche ospite di un episodio di TioTalk, nel corso del quale ha presentato la sua visione artistica e l'obiettivo di questa avventura.

Ora, con un album d’esordio che nel titolo non ha parole ma solamente cifre, Mortòri indaga la fine delle cose: relazioni, amicizie, ossessioni, paure. Ma soprattutto, racconta ciò che accade dopo la fine.

Il disco raccoglie brani scritti tra il 21 giugno 2023 e il 16 settembre 2026, per la maggior parte già presenti nei due EP dello scorso anno. Due sono gli inediti: "Che noia" e "La fin". Il tutto va a comporre il racconto di un percorso di cambiamento. «Mentre confessi, la vita continua a scorrere», si legge nella presentazione del progetto. L'arco temporale tra le due date rende la durata di qualcosa che si trasforma, accettando la necessità della fine.

Ricordiamo che, dopo oltre mille concerti in Europa e Nord America con Peter Kernel e anni di esperienza tra scrittura e produzione, Bassetti ha creato Mortòri come uno spazio personale e intimo. Per la prima volta, ha scelto di cantare nel dialetto ticinese, la lingua della sua infanzia. Non per nostalgia o per preservare una tradizione, ma per trasformarla in uno strumento contemporaneo e autentico. Il dialetto diventa così il mezzo per confessare emozioni profonde: amore, morte, desiderio, separazione, errori. Temi che attraversano tutto l’album.

Ai lavori in studio si aggiunge uno spettacolo dal vivo in continua evoluzione e diversi tour europei. Il progetto si è esibito in festival di rilievo come il Montreux Jazz Festival, Label Suisse e Linecheck Music Meeting & Festival di Milano. Il singolo "Bordel" è stato selezionato per "Uno per tutti" di MX3, ottenendo il sostegno delle radio pubbliche svizzere. Nel 2026, Mortòri è stato invitato dal Montreux Jazz Festival a esibirsi a Parigi presso il Centre culturel suisse.

La dimensione live - abbiamo già avuto modo di sottolinearlo - è il cuore pulsante di Mortòri: non esiste una versione definitiva dello spettacolo, che si trasforma ogni volta in base al luogo, al momento e alle persone coinvolte. Una sera può essere intimo e minimale, un’altra fisico, rumoroso o teatrale. Gli arrangiamenti cambiano, le strutture si modificano ed elementi inaspettati possono entrare nella performance. Ogni concerto è unico e i confini sono sfumati tra la forma classica e la performance. In ossequio alla volontà di creare un'entità una continua trasformazione.

A proposito di concerti dal vivo: il prossimo è in calendario proprio stasera a Locarno, nell’ambito di Crampi al Cuore Festival. C'è poi una seconda data, in programma a Lugano il 13 novembre. I dettagli saranno svelati prossimamente.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE