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Centri d'asilo: chieste garanzie per il mantenimento dei posti di lavoro

Cresce la preoccupazione tra il personale di AOZ Ticino dopo il previsto subentro di ORS.
Centri d'asilo: chieste garanzie per il mantenimento dei posti di lavoro
Tipress
Fonte VPOD
Centri d'asilo: chieste garanzie per il mantenimento dei posti di lavoro
Cresce la preoccupazione tra il personale di AOZ Ticino dopo il previsto subentro di ORS.

Venerdì 25 settembre si è quindi svolta un'assemblea del personale promossa dal sindacato VPOD.

Si teme per decine di posti di lavoro
«Anche in Ticino, il cambiamento di gestore rischia di incidere gravemente sull’occupazione, sulle condizioni di lavoro e sulla qualità della presa a carico dei richiedenti l’asilo», viene sottolineato nella nota odierna. «Si rimarca che AOZ impiega a livello cantonale ben 120 persone, la cui esperienza assicura da anni continuità operativa e competenza nell’assistenza. In vista del subentro di ORS, è già stata paventata la cessazione di parte dei rapporti di lavoro, con conseguenze particolarmente pesanti per il Ticino. Qualora il centro federale d’asilo di Chiasso non dovesse riaprire, potrebbero essere coinvolti circa 40 dipendenti».

A questo scenario «si aggiunge l’assenza di garanzie sul mantenimento del Contratto collettivo di lavoro di AOZ, improntato alle condizioni d’impiego della Città di Zurigo e in vigore». Ad oggi, il subentro di ORS (che non ha sottoscritto un CCL) comporterebbe quindi la perdita di posti di lavoro ma anche un chiaro peggioramento delle condizioni d’impiego».

Questa prospettiva «interessa una regione già colpita da difficoltà occupazionali e da altri ridimensionamenti legati alla Confederazione, come quello di FFS Cargo tra Mendrisio e Chiasso. La difesa dei posti di lavoro e della qualità della presa a carico rappresenta quindi una priorità sindacale e istituzionale per la regione».

L’Assemblea richiama quindi fermamente il Consiglio federale e la SEM, così come AOZ e ORS, ad assumere pienamente le rispettive responsabilità sociali, garantendo un confronto immediato con le parti sociali, un’informazione completa e garanzie concrete per l’occupazione e le condizioni di lavoro.

«Si contesta inoltre con decisione un’impostazione del subentro che esclude il riconoscimento di un trasferimento d’impresa a ORS e il conseguente passaggio dei rapporti di lavoro, senza nemmeno offrire chiare garanzie di ricollocamento soprattutto in Ticino».

In un settore delicato come quello dell’asilo e della migrazione, «una commessa federale non può ignorare le conseguenze sociali e occupazionali del cambiamento di gestore. L’Assemblea deplora pertanto che occupazione, CCL e condizioni di lavoro non siano stati considerati criteri fondamentali nell’aggiudicazione», viene evidenziato nella nota.

Decisa a difendere i diritti del personale, l’Assemblea riconosce il ruolo del Sindacato VPOD, anche quale referente nazionale e, a livello cantonale, il ruolo dell’OCST e della Commissione del personale nella rappresentanza e nella tutela collettiva dei dipendenti.

Di conseguenza, l’Assemblea del personale AOZ Ticino rivendica quanto segue:

    1. Il mantenimento di tutti i posti di lavoro esistenti e, in quest’ottica, il trasferimento dei rapporti di lavoro da AOZ a ORS o, se necessario, ricollocamenti appropriati nella regione (anche con il supporto di esperti esterni). In ogni caso, dovranno essere esclusi demansionamenti nonché garantite mansioni e condizioni di lavoro almeno equivalenti.
    2. La definizione con le parti sociali di un piano sociale solido e concertato solo qualora, nonostante ogni sforzo possibile, determinati posti di lavoro non potessero essere salvaguardati mediante un adeguato trasferimento o ricollocamento.
    3. La conclusione di un Contratto collettivo di lavoro con ORS che riprenda le condizioni applicate da AOZ, garantisca condizioni salariali e di lavoro equivalenti, escludendo arretramenti a livello contrattuale e di esercizio della libertà sindacale.
    4. L’assunzione di una responsabilità sociale della SEM, in quanto committente, affinché intervenga attivamente per garantire che il passaggio da AOZ a ORS avvenga a piena tutela dell’occupazione e delle condizioni di lavoro esistenti (anche a partire da una riapertura del Centro di Chiasso)
    5. L’introduzione, nei futuri bandi della SEM per i centri federali d’asilo, di criteri sociali più stringenti, vincolanti e verificabili concernenti la continuità dei rapporti di lavoro, il rispetto dei CCL e la salvaguardia delle condizioni salariali.
    6. Un impegno deciso del Consiglio di Stato e della Deputazione ticinese alle Camere federali, sia a livello cantonale sia presso la Confederazione, AOZ e ORS, a salvaguardia dell’occupazione, delle condizioni di lavoro e della qualità del servizio.
    7. Il proseguimento dell’azione sindacale, conferendo alla VPOD, di concerto con l’OCST e con la Commissione del personale, il mandato di considerare ulteriori forme di pressione e mobilitazione a sostegno delle suddette rivendicazioni.
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