Primo soccorso pediatrico, chiesta una formazione obbligatoria per chi si occupa di bambini

È quanto emerge dalla mozione inoltrata al Consiglio di Stato con prima firmataria la deputata e vice capogruppo PLR Simona Genini.
BELLINZONA - Rendere obbligatoria e aggiornare periodicamente la formazione in primo soccorso pediatrico per chi, nell'ambito della propria attività professionale, ha direttamente in custodia dei bambini. È quanto chiede una mozione al Consiglio di Stato che vede come prima firmataria Simona Genini, deputata e vicecapogruppo PLR, e otto cofirmatari*.
«Quando si parla di sicurezza dei bambini, non basta infatti occuparsi degli spazi, delle procedure interne o della possibilità di chiamare il 144», riferiscono i firmatari. In caso di soffocamento, perdita di conoscenza, crisi convulsiva, grave reazione allergica o incidente in acqua, sottolineano, chi si trova con il bambino è necessariamente il primo a dover intervenire. Per questo, sostengono, «occorre anche sapere cosa fare nel tempo che passa prima dell'arrivo» dei soccorsi.
A sostegno della richiesta vengono citati i dati ticinesi sugli interventi riguardanti bambini fino a 6 anni non compiuti: nel 2025 ne sono stati registrati 296, quasi uno al giorno. Le cause più frequenti sono state crisi convulsive (65 casi), stati febbrili o infettivi senza shock (52), traumi cranio-cerebrali (50) e disturbi o insufficienza respiratoria (42). Quasi un terzo degli interventi è avvenuto fuori dall'abitazione.
I mozionanti precisano tuttavia che questi numeri non permettono di stabilire in quanti casi il bambino fosse affidato a una struttura o a un professionista.
Secondo i firmatari, dalle disposizioni attualmente in vigore in Ticino «non emerge un obbligo generale e uniforme» che imponga a tutte le persone che hanno direttamente in custodia bambini di disporre di una formazione certificata e aggiornata nel tempo. Non sarebbe inoltre sufficiente avere una sola persona formata per struttura: potrebbe infatti essere assente, in pausa, occupata con un altro gruppo o non presente durante un'uscita.
La mozione richiama anche le soluzioni adottate in altri Cantoni A Berna determinate categorie di personale devono possedere conoscenze di primo soccorso pediatrico e aggiornarle almeno ogni due anni; a Ginevra il personale educativo delle strutture della prima infanzia deve essere in grado di prestare i primi soccorsi e mantenere aggiornata ogni due anni la formazione BLS-AED-SRC. Vengono inoltre citati i modelli di Friburgo e Lucerna.
La proposta prevede una formazione certificata e prevalentemente pratica, senza affidarne l'esclusiva a un determinato corso o ente. Tra i contenuti minimi vengono indicati la disostruzione delle vie respiratorie, la rianimazione pediatrica, l'uso del defibrillatore quando indicato, gli incidenti in acqua, le convulsioni, le reazioni allergiche, le emorragie, i traumi, le ustioni e le intossicazioni. L'aggiornamento dovrebbe avvenire «di principio almeno» ogni due anni, riconoscendo le formazioni già conseguite che soddisfano i requisiti.
L'obbligo riguarderebbe il personale con responsabilità diretta di accudimento presso nidi e micro-nidi, famiglie diurne, centri extrascolastici, centri di socializzazione, colonie, soggiorni organizzati e altri servizi sottoposti ad autorizzazione, riconoscimento o vigilanza cantonale. Al Governo viene inoltre chiesto di valutare se estenderlo a tate e babysitter che svolgono l'attività professionalmente o in modo regolare e retribuito, escludendo le prestazioni occasionali.
La mozione chiede infine di integrare il requisito nelle procedure cantonali già esistenti, prevedendo un periodo transitorio per chi è già in attività, e di valutare come finanziare la prima formazione e gli aggiornamenti, compresa un'eventuale partecipazione del Cantone.
Per queste ragioni, la mozione chiede al Lodevole Consiglio di Stato di:
1. Introdurre, per tutto il personale con responsabilità diretta di accudimento presso strutture e servizi autorizzati, riconosciuti o sottoposti a vigilanza cantonale, l’obbligo di una formazione certificata in primo soccorso pediatrico.
2. Prevedere una formazione prevalentemente pratica, con contenuti minimi uniformi e un aggiornamento periodico, di principio almeno biennale, riconoscendo le formazioni e gli attestati già conseguiti nella misura in cui garantiscano i contenuti minimi e la componente pratica richiesti, e adeguando la parte pratica e le emergenze specifiche alle diverse fasce d’età.
3. Integrare il nuovo requisito nelle procedure già esistenti di autorizzazione, riconoscimento e vigilanza, prevedendo un periodo transitorio adeguato per il personale già in attività e senza attribuire alcuna esclusiva a un singolo ente formatore.
4. Valutare l’estensione dell’obbligo anche alle persone che svolgono professionalmente o in modo regolare e retribuito attività di custodia di bambini presso il domicilio della famiglia, individuando soglie, criteri e modalità che ne rendano concretamente verificabile l’applicazione ed escludendo le prestazioni meramente occasionali.
5. Valutare le modalità di finanziamento della prima formazione e degli aggiornamenti, nonché l’eventuale partecipazione cantonale ai relativi costi, utilizzando per quanto possibile gli strumenti già previsti dalla LFam.
*Matteo Quadranti, Asia Ponti, Michela Ris, Marco Bertoli, Alessandro Speziali, Roberta Passardi, Diana Tenconi, Tiziano Zanetti



