Franco svizzero, il ribasso è vicino alla fine? I segnali da seguire nelle prossime settimane

Dopo mesi di debolezza nei confronti dell’euro, il franco svizzero potrebbe essere entrato in una fase particolarmente interessante.
Dai massimi raggiunti nella prima parte del 2026, la valuta elvetica ha perso terreno contro la moneta unica europea. Per chi lavora in Svizzera e converte regolarmente il proprio stipendio in euro, il movimento è tutt’altro che irrilevante: un franco meno forte significa infatti ricevere meno euro a parità di salario.
La domanda, quindi, è semplice: la discesa può continuare oppure ci stiamo avvicinando a un punto di svolta?
Alcuni segnali statistici e di posizionamento degli investitori istituzionali suggeriscono che le prossime settimane potrebbero essere importanti.
Il franco ha perso circa il 5% dai massimi
Un primo elemento interessante arriva dall’analisi dei ribassi registrati dal franco svizzero negli ultimi cinque anni.
Misurando la distanza della valuta dai precedenti massimi, il movimento iniziato dopo il picco della primavera 2026 ha portato il franco a perdere circa il 5% nei confronti dell’euro.
Non si tratta di un dato eccezionale in termini storici. Negli ultimi cinque anni movimenti di questa entità si sono già verificati: nel 2023 il ribasso aveva raggiunto livelli simili, mentre nel 2024 la correzione era arrivata a superare il 6%.
Il dato, però, diventa interessante proprio per questo motivo.
Il franco si trova oggi in un’area nella quale, negli ultimi anni, diverse fasi di debolezza hanno iniziato a perdere forza. Naturalmente questo non significa che il minimo sia già stato raggiunto, ma indica che una parte significativa del movimento ribassista potrebbe essere già alle spalle.
CambiaValute.chCosa dice la stagionalità del franco svizzero
Un secondo elemento arriva dalla stagionalità del cambio Franco svizzero contro Euro. Analizzando con Forecaster il comportamento medio del franco svizzero negli ultimi dieci anni emerge una dinamica abbastanza particolare tra la fine di settembre e l’inizio di novembre.
Storicamente questo periodo non è stato caratterizzato da una direzione particolarmente netta. Il franco ha infatti avuto la tendenza a muoversi in maniera laterale, alternando rialzi e ribassi relativamente contenuti.
Nella finestra analizzata, il 50% degli anni ha registrato un apprezzamento medio di circa l’1%, mentre nel restante 50% dei casi il movimento medio è stato negativo di circa l’1,4%.
In altre parole, le statistiche storiche descrivono soprattutto una fase di attesa.
La situazione cambia però avvicinandosi a novembre.
Negli ultimi dieci anni, proprio a partire dalle prime settimane di novembre, la stagionalità del franco è diventata mediamente più favorevole alla valuta svizzera.
CambiaValute.chQuesto non significa naturalmente che il 2026 debba necessariamente ripetere il comportamento degli anni precedenti. La stagionalità non rappresenta una previsione certa, ma permette di capire se esistono periodi dell’anno nei quali determinati movimenti si sono presentati con maggiore frequenza.
Per un frontaliere, il messaggio è comunque interessante: nelle prossime settimane potrebbe esserci meno direzionalità sul cambio, mentre novembre rappresenta una finestra da osservare con particolare attenzione.
Gli asset manager stanno comprando franchi
Il segnale probabilmente più interessante arriva però dal posizionamento degli investitori istituzionali.
I dati del Cot Report analizzati attraverso Forecaster mostrano infatti una divergenza evidente: mentre il franco svizzero perdeva valore contro l’euro, le posizioni nette degli asset manager sulla valuta svizzera continuavano ad aumentare.
In termini più semplici, mentre il prezzo scendeva, una parte degli investitori professionali continuava ad accumulare esposizione sul franco.
La divergenza è particolarmente evidente a partire dai massimi registrati nella primavera del 2026.
CambiaValute.chIl dato merita attenzione anche alla luce della politica monetaria svizzera.
Il 24 settembre la Banca nazionale svizzera ha infatti deciso di mantenere il proprio tasso guida allo 0%. La BNS ha inoltre ribadito di essere pronta ad agire sul mercato valutario se necessario e ha citato il recente indebolimento del franco tra gli elementi che stanno sostenendo l’economia svizzera.
In questo momento, quindi, gli investitori che acquistano franchi non possono contare su un rendimento particolarmente interessante derivante dai tassi.
Proprio per questo il comportamento degli asset manager diventa ancora più significativo: il loro posizionamento continua a rafforzarsi nonostante il franco, nel breve periodo, abbia perso valore e nonostante il tasso BNS sia fermo allo zero.
Cosa significa tutto questo per i frontalieri?
Oltre al momento in cui effettuare il cambio, è importante anche come convertire i propri franchi in euro. Rispetto ai tradizionali sportelli fisici, il cambio online può risultare molto più conveniente, soprattutto per chi converte regolarmente lo stipendio e presta attenzione allo spread applicato sul tasso di cambio. Su CambiaValute.ch è possibile effettuare il cambio CHF/EUR online, evitando di doversi recare fisicamente in un negozio di cambio e potendo verificare direttamente le condizioni applicate.
Per un frontaliere che non ha necessità immediata di convertire tutto lo stipendio, l’attuale fase di debolezza del franco potrebbe inoltre suggerire un approccio più paziente: attendere un eventuale nuovo apprezzamento della valuta svizzera, o persino un ritorno verso i precedenti massimi storici, potrebbe consentire di ottenere più euro a parità di franchi cambiati. Naturalmente non esiste alcuna certezza che questi livelli vengano raggiunti e, proprio per questo, la decisione dovrebbe tenere conto anche delle proprie esigenze di liquidità e non soltanto delle aspettative sul cambio.







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