Sentenza su Pagani, l'MPS chiede che il Gran Consiglio valuti il ricorso

Una lettera in tal senso è stata inoltrata in data 27 settembre all'Ufficio presidenziale
BELLINZONA - Il Gran Consiglio dovrebbe pronunciarsi sulla possibilità di ricorrere contro la recente sentenza del Consiglio della magistratura (CDM) riguardante la segnalazione nei confronti del Procuratore generale Andrea Pagani. La richiesta, formalizzata dai deputati dell’MPS Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi, è stata inviata tramite raccomandata all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio.
Nella lettera, i deputati ricordano che lo scorso 24 settembre, i Servizi del Gran Consiglio hanno ricevuto la notifica ufficiale della sentenza del Consiglio della magistratura relativa al caso Pagani, seguita alla segnalazione della Sottocommissione di vigilanza.
I firmatari sottolineano che la notifica è avvenuta secondo l’articolo 85 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (LOG), che definisce le modalità di comunicazione delle sentenze ai magistrati e alle autorità cantonali. Tale legge prevede un termine di trenta giorni per un eventuale ricorso alla Commissione di ricorso sulla magistratura.
La questione centrale sollevata dagli esponenti MPS è la legittimazione del Gran Consiglio a ricorrere contro la sentenza. Secondo Pronzini e Sergi, l’assemblea non agirebbe come denunciante, ma in base al proprio ruolo istituzionale di alta vigilanza sulla magistratura e di autorità responsabile per l’elezione dei magistrati. Gli autori richiamano l’articolo 85, che distingue il Gran Consiglio dal denunciante, prevedendo che all’organo parlamentare sia notificata integralmente la decisione del Consiglio della magistratura.
I deputati aggiungono che un’interpretazione più restrittiva della legge porterebbe a una situazione illogica: solo i magistrati destinatari di provvedimenti disciplinari potrebbero impugnare le decisioni, mentre resterebbero escluse dal controllo le decisioni che non danno luogo ad alcun procedimento. Questa lettura, secondo i firmatari, non trova riscontro nel testo della legge.
Quanto alla separazione dei poteri, Pronzini e Sergi chiariscono che la richiesta di ricorso non rappresenta un intervento diretto sulle decisioni del CDM, ma risponde solo alla necessità di sottoporre la sentenza al controllo di un’istanza giurisdizionale indipendente, come previsto dalla normativa cantonale.
In conclusione, i deputati MPS chiedono all’Ufficio presidenziale di inserire la questione del ricorso all’ordine del giorno della prossima seduta ordinaria del Gran Consiglio e di predisporre il rapporto necessario a tale decisione. L’obiettivo è che il legislativo cantonale possa esprimere formalmente la propria posizione sull’opportunità di impugnare la sentenza. La richiesta, presentata secondo le procedure della Legge sull’organizzazione giudiziaria, è ora all’esame dell'Ufficio presidenziale per l’eventuale inserimento nell’agenda parlamentare.



