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Premi di cassa malati, lo sfogo dei lettori: «Ogni anno le stesse parole»

Rabbia e ironia, ma anche proposte concrete (anche estreme) sul blog di tio.ch. Si torna a parlare di cassa malati unica, delle iniziative votate (ma non ancora applicate) e anche... delle nostre colpe.
Premi di cassa malati, lo sfogo dei lettori: «Ogni anno le stesse parole»
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Premi di cassa malati, lo sfogo dei lettori: «Ogni anno le stesse parole»
Rabbia e ironia, ma anche proposte concrete (anche estreme) sul blog di tio.ch. Si torna a parlare di cassa malati unica, delle iniziative votate (ma non ancora applicate) e anche... delle nostre colpe.

SAVOSA - «Ogni anno le stesse parole... che novità». È forse la frase che riassume meglio l'umore dei lettori di tio.ch dopo l'annuncio dei premi per il 2027. In percentuale il rincaro in Ticino è tra i più contenuti della Confederazione. Come già ribadito è una magra consolazione: il premio medio resta il più alto della Svizzera, sopra i 500 franchi al mese.

Percentuali che ingannano
Diversi lettori non vedono quel «segnale incoraggiante» accennato anche dal capo del DSS Raffaele De Rosa.

«Il problema non è più se l'aumento sia del 3,7% o del 5%», scrive uno. «Il problema è un sistema che ci porta a 520 franchi di premio medio al mese».

Un altro fa i conti sulla polizza base del proprio assicuratore: da 445,95 a 468,25 franchi, cioè il 5% in più. Nota anche che «crescono di più proprio le casse più economiche, quelle scelte da chi deve risparmiare».

C'è poi chi ricorda che gli aumenti non si sommano: vanno calcolati sul premio già aumentato gli anni precedenti. Così il rincaro cumulato degli ultimi quattro anni supererebbe il 40%.

E le iniziative sulla Cassa malati?
Fra i commenti fanno capolino le iniziative votate dai ticinesi la cui applicazione è tutt'altro che chiara. Su tutte c'è quella del tetto del 10%, e molti chiedono: «Che fine ha fatto?».

Qualcuno spiega che la misura «non abbassa i costi della sanità: limita la quota a carico dei cittadini e lascia al Cantone il compito di coprire la differenza». Altri ricordano che dovrebbe entrare in vigore in parte nel 2027 e del tutto nel 2028. «Vedremo», chiosa sconsolato un lettore.

Alcune idee su dove si potrebbe tagliare
Accanto agli sfoghi arrivano anche proposte. Alcuni chiedono di chiudere ospedali perché «in Ticino ne abbiamo già troppi», di togliere dalla copertura di base le strutture private e le prestazioni superflue; qualcuno invece addirittura propone l'abolizione dell'obbligo di assicurazione sanitaria.

Altri se la prendono con un sistema tariffario che «incentiva il volume delle prestazioni invece di premiare il risultato clinico». Nel mirino finiscono anche gli stipendi di certi specialisti, più alti di quelli dei CEO delle casse malati, che Berna vorrebbe limare. Un lettore racconta il caso di un generico da 42 franchi: senza ricetta ripetibile, ogni confezione gli costava «altri 34 franchi di visita e 3 di verifica in farmacia».

Cassa unica, sì o no?
Torna il dibattito sulla cassa malati unica. Secondo i favorevoli avrebbe più forza nel trattare i prezzi e costi amministrativi più bassi, come la SUVA.

I contrari rispondono che l'amministrazione pesa solo per il 3-4% dei costi, quindi il risparmio sarebbe minimo. Anche l'idea di un premio uguale in tutta la Svizzera piace poco: «Perché gli Urani dovrebbero pagare per i ticinesi?», obietta qualcuno.

La colpa non è tutta degli altri
Non tutti danno la colpa a Berna o al Governo. Diversi lettori parlano del comportamento dei pazienti. Uno critica chi ragiona così: «Con tutti i premi che pago, è giusto che consumi anch'io».

«Noi latini ricorriamo troppo spesso a cure, farmaci, fisioterapia», ammette un altro, e fa notare che a Zurigo, dove tutto costa di più, i premi sono più bassi.

Altri citano l'invecchiamento della popolazione, i pensionati d'Oltralpe che si trasferiscono a sud delle Alpi e l'eccesso di offerta nei cantoni di frontiera.

Sullo sfondo resta l'invito della consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider: «Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità». Molti lettori lo rimandano al mittente. E più d'uno guarda già alle elezioni dell'anno prossimo, cantonali e non, per far sentire la propria voce.

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