L'infertilità è un problema (anche) ticinese: «Riguarda noi, i nostri figli e il futuro»

Il nostro cantone viaggia verso il triste record negativo con il quarto anno consecutivo senza crescita naturale. Se ne parla a Villa Sassa, con gli esperti del settore, questo 1 ottobre.
LUGANO - In Ticino nascono sempre meno bambini. Nel 2025 i nuovi nati sono stati 2.285, il dato più basso degli ultimi settant'anni, a fronte di 3.476 decessi. Il saldo naturale si ferma a -1.191, il secondo peggiore dal 1900.
È il quattordicesimo anno consecutivo senza crescita naturale: l'ultimo saldo positivo risale al 2011. La natalità è scesa a 6,4 nati ogni mille abitanti (erano 13 nel 1954) e l'età media delle donne al primo figlio è salita a 32,6 anni. A Lugano, in dieci anni, le nascite sono calate del 30,1%.
Il 2026 non promette nulla di meglio. Secondo i dati provvisori dell'Ustat, tra gennaio e aprile sono nati 672 bambini, 75 in meno (-10%) rispetto allo stesso periodo del 2025. Se il ritmo dovesse confermarsi, l'anno potrebbe chiudersi ben sotto quota 2'100. Sarebbe un nuovo record negativo.
In questo quadro, l'infertilità esce dalla sfera privata, diventando una problematica di fatto sociale. Chi intraprende un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA) affronta spesso iter lunghi e complessi, con ricadute sulla salute psicologica, sulla coppia e sull'identità personale.
Se ne parlerà giovedì primo ottobre a Villa Sassa, a Lugano, nella seconda edizione del Congresso cantonale "Infertilità, il diritto di sapere", il simposio è co-organizzato con EOC, NextFertility ProCrea e Monica Trabalza - Studio Counseling.
A partecipare saranno soprattutto professionisti della salute; la prima edizione aveva riunito oltre 120 tra medici, ginecologi e operatori sanitari.
«L'infertilità non è un tema fatto di statistiche lontane», sottolinea Anda Soranzo, presidente dell'associazione senza scopo di lucro Swiss Infertility, «riguarda i nostri figli, le persone a cui vogliamo bene. E riguarda, più in generale, il futuro demografico del nostro Paese».
«Il nostro compito come Ente Ospedaliero Cantonale è garantire che ogni paziente, indipendentemente da dove inizia il proprio percorso, trovi una rete di specialisti pronta ad accompagnarlo», evidenzia invece il dott. Alessandro Santi, primario di Medicina della Fertilità dell'EOC, «la responsabilità di noi medici, oltre alla cura clinica, comprende anche la formazione continua e il dialogo con chi lavora ogni giorno accanto a noi».
«Il nostro impegno nasce dal desiderio di rafforzare il ponte tra ricerca, clinica e pratica quotidiana, affinché ogni paziente trovi risposte più chiare e percorsi più accessibili», spiega la Direttrice Sanitaria di NextFertility ProCrea, Marina Bellavia, «ogni giorno vediamo quanto sia importante non solo curare, ma anche accompagnare le coppie e le persone dal punto di vista umano e psicologico».



