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Un unico percorso contro i vuoti sociali

Una mozione presentata da Giovanni Albertini chiede di creare una via coordinata per chi vive tra AI, disoccupazione e assistenza, abbandonando la logica basati sugli enti: «Per chi attraversa un momento difficile il percorso è uno solo»
Un unico percorso contro i vuoti sociali
Depositphotos (SimpleFoto)
Fonte red
Un unico percorso contro i vuoti sociali
Una mozione presentata da Giovanni Albertini chiede di creare una via coordinata per chi vive tra AI, disoccupazione e assistenza, abbandonando la logica basati sugli enti: «Per chi attraversa un momento difficile il percorso è uno solo»

BELLINZONA - Un percorso cantonale che accompagni le persone nei passaggi tra malattia, assicurazione invalidità, disoccupazione e assistenza sociale, evitando vuoti nella presa a carico. È quanto chiede una mozione presentata da Giovanni Albertini (Avanti con Ticino&Lavoro) e sottoscritta dai colleghi Amalia Mirante ed Evaristo Roncelli.

La proposta nasce dalle risposte fornite il 23 settembre dal Consiglio di Stato a una precedente interrogazione. Il Governo, si legge nella mozione, ha riconosciuto di non disporre di dati cantonali sistematici che permettano di ricostruire alcuni passaggi tra le diverse prestazioni, per esempio quante persone accedano all'assistenza sociale dopo un diniego dell'AI. Per i firmatari non si tratta di dimostrare che esista un trasferimento sistematico di oneri, ma di raccogliere le informazioni necessarie per individuare eventuali criticità.

Un altro nodo riguarda la distanza che può crearsi tra capacità lavorativa e reinserimento effettivo. L'UAI, secondo quanto riportato nella mozione, valuta infatti la possibilità teorica di impiegare la capacità residua nel cosiddetto mercato del lavoro supposto in equilibrio, indipendentemente dall'effettiva disponibilità di posti adeguati. «Essere considerati in grado di lavorare non significa necessariamente riuscire a trovare un lavoro», sottolineano i firmatari.

Da qui la richiesta di istituire un «Percorso sociale coordinato» per i casi complessi, senza creare una nuova assicurazione o un nuovo ufficio. La mozione propone uno sportello unico fisico e digitale, una guida cantonale alle procedure e un protocollo condiviso che stabilisca responsabilità e tempi quando una persona passa da un sistema all'altro. Nei casi prevedibili, il coordinamento dovrebbe cominciare prima della cessazione della prestazione.

Per le situazioni più delicate viene inoltre proposto un referente di percorso, incaricato di accompagnare la persona fino all'effettiva presa a carico da parte del servizio successivo, senza sostituirsi alle competenze dei singoli enti e nel rispetto della protezione dei dati. Il testo chiede anche di rafforzare il raccordo tra UAI, URC e altri servizi quando esiste una capacità lavorativa residua ma il reinserimento è difficile.

Il modello comprenderebbe inoltre strumenti volontari di ascolto, sostegno tra pari e auto-aiuto, come complemento e non in sostituzione di eventuali cure psicologiche, psicoterapeutiche o psichiatriche professionali.

La mozione chiede infine di monitorare sistematicamente le transizioni utilizzando anche i futuri dati cantonali dell'Ufficio federale di statistica e di avviare una fase pilota su un numero definito di casi. Al termine, il Governo dovrebbe riferire al Gran Consiglio su risultati, costi, benefici e possibili modifiche organizzative o legislative.

L'obiettivo, sintetizzano i firmatari, è passare da una logica per enti a una logica di percorso: «Per l'amministrazione possono esistere AI, disoccupazione, assistenza sociale, assicurazioni, uffici e competenze differenti. Ma per chi attraversa un momento difficile il percorso è uno solo».

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