Järventie, che trascinatore: la scommessa è già vinta

Cinque gol consecutivi e 10 punti in sei partite: il finlandese ha conquistato l'Ambrì e trascinato i biancoblù a un inaspettato secondo posto.
AMBRÌ - Cinque reti consecutive in tre partite diverse: l'ultima, decisiva, contro il Bienne; le tre messe a segno contro lo Zurigo; la prima nel derby. Roby Järventie è semplicemente scatenato. E ha vissuto una settimana da protagonista assoluto, trascinando il suo Ambrì fino al secondo posto in classifica. Che l'ala finlandese avesse talento e potenzialità era risaputo. Di certo, però, non era scontato assistere a un'esplosione così fragorosa, devastante e immediata. Draftato come 33esima scelta assoluta nel 2020 da Ottawa, Järventie ci ha messo pochissimo a entrare nei meccanismi di Tapola. Oggi, a 24 anni, è il Top Scorer dell'intera Lega, con 5 gol e altrettanti assist in sei partite.
Ma i numeri, per quanto importanti, non raccontano tutto. Järventie, che in questo momento gioca praticamente senza allenarsi a causa di alcuni problemi fisici, è un giocatore a tutta pista. Ha fisico, tecnica, intensità e un tiro che può diventare letale. Insomma, l'Ambrì sembra aver fatto davvero sei al lotto. Il finlandese era arrivato in Leventina soprattutto come una scommessa. Talento e prospettive non gli mancavano, ma la sua crescita era stata frenata da numerosi problemi a un ginocchio. Le stagioni 2023-24 e 2024-25 si erano trasformate in un calvario: appena 31 partite disputate in due anni. Poi, lo scorso anno, la prima vera rinascita a Bakersfield: Järventie ha raccolto 47 punti, di cui 23 gol, in 61 partite. Ora sembra aver finalmente trovato continuità, fiducia e un ambiente ideale per esprimere tutto il proprio potenziale.
Sei partite restano ovviamente un campione troppo piccolo per trarre conclusioni definitive. Ma le qualità del finlandese e alcune prestazioni di altissimo livello lasciano intravedere la possibilità che l'Ambrì abbia davvero messo le mani su un diamante grezzo. Un diamante che brilla anche grazie a una squadra che, in questo avvio di stagione, sembra aver trovato subito equilibrio, identità e struttura. Proprio quella voluta da Tapola, che prosegue dritto per la propria strada senza guardare in faccia nessuno.
Un altro segreto di questo sorprendente avvio biancoblù sono i sei stranieri. Tutti performanti. Tutti funzionali alla causa. Oltre a Järventie, davanti l'Ambrì può contare sull'estro di Joly, già a quota cinque reti, sulla solidità e sulla leadership di Schnarr e sulla sostanza di Kodytek. Dietro, Heed sembra essere tornato sui suoi (alti) livelli, mentre Kreü ha portato solidità, in attesa del rientro di Virtanen. Tutta un'altra musica rispetto a dodici mesi fa, quando gli stranieri biancoblù, soprattutto quelli offensivi, faticavano tremendamente. Nick Petan - arrivato come colpaccio e salutato dopo sole 15 partite - ne era stato l'esempio più evidente.
E poi ci sono i giovani, con capitan De Luca e Borradori capaci di dare un contributo importante. Il risultato è un Ambrì che, dopo sei partite - quattro delle quali giocate in trasferta - si ritrova addirittura secondo in classifica. Alzi la mano chi lo avrebbe pronosticato. Probabilmente nemmeno il più ottimista dei tifosi biancoblù.



