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MONTREAL 2026

Schmid sogna il Mondiale: «Quella salita l'ho già fatta 61 volte»

Il 26enne sarà tra gli outsider della gara in linea di oggi. Esce da una stagione enorme e potrebbe passare sotto i radar dei favoriti.
Schmid sogna il Mondiale: «Quella salita l'ho già fatta 61 volte»
IMAGO/Sirotti
Schmid sogna il Mondiale: «Quella salita l'ho già fatta 61 volte»
Il 26enne sarà tra gli outsider della gara in linea di oggi. Esce da una stagione enorme e potrebbe passare sotto i radar dei favoriti.
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MONTREAL - Mauro Schmid si presenta al Mondiale di Montréal con ambizioni e una conoscenza approfondita del percorso. Il 26enne, reduce da una stagione ricca di risultati, potrebbe approfittare anche del fatto che la selezione svizzera non figura tra quelle maggiormente indicate tra le favorite.

Schmid ha iniziato l'anno con il secondo posto nella classifica generale del Tour Down Under e ha ottenuto risultati di rilievo nei mesi successivi, fra cui il secondo posto alla Freccia Vallone e una vittoria di tappa al Tour de France, a Belfort. Dopo la Grande Boucle si è concesso una pausa: «Oggi sento che la mia forma e le mie gambe stanno davvero tornando. In allenamento mi sento molto bene». Resta però, ammette, una parte di incognita dopo tanti giorni di corsa.

Il tracciato canadese non ha molti segreti per lo svizzero, che ha già disputato più volte le corse di settembre a Montréal e Québec. Tanto da rinunciare a una ricognizione specifica: «Ho corso a Montréal due settimane fa ed è esattamente lo stesso circuito, tranne che verso l'ultimo chilometro. Ho guardato il mio telefono: ho già fatto questa salita 61 volte». Oggi aggiungerà altri dodici passaggi.

Il percorso, di circa 270 chilometri e quasi 4.000 metri di dislivello, potrebbe adattarsi alle sue caratteristiche, anche se Schmid non nasconde le difficoltà. «Di solito mi piacciono le corse lunghe», spiega, mentre l'elevato dislivello potrebbe penalizzarlo non essendo un puro scalatore. Molto dipenderà anche da quanto presto le nazionali più forti decideranno di aumentare il ritmo.

La Svizzera potrà inoltre correre senza eccessive pressioni esterne. L'assenza delle radio renderà più complessa la lettura tattica e Schmid studierà con particolare attenzione numeri e lista di partenza per riconoscere gli avversari. «La tattica è importante, certo, ma bisogna soprattutto avere le gambe su questo circuito. E questo lo saprò solo domenica».

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