SNL contro Sirica e Canetta: «Non esiste il diritto alla calunnia, nemmeno da parte dei granconsiglieri»

Botta e risposta acceso tra SNL e i rappresentanti del PS. Intanto la presidente del governo chiede «un atto di responsabilità»
Botta e risposta acceso tra SNL e i rappresentanti del PS. Intanto la presidente del governo chiede «un atto di responsabilità»
LUGANO / BELLINZONA - Il botta e risposta tra SNL, granconsiglieri e Governo sembra non conoscere la parola fine. L'ultimo capitolo arriva dopo l'interpellanza presentata ieri dai rappresentanti del PS Fabrizio Sirica e Maurizio Canetta, che chiedono chiarimenti sulle presunte discrepanze emerse nei conti della Società Navigazione Lago di Lugano (SNL) e che riguarderebbero anche i contributi pubblici versati per la linea 351 sul Lago Maggiore.
Questa mattina SNL ha fatto sapere di aver incaricato i propri legali di intraprendere le necessarie azioni penali. «Nello Stato democratico non esiste il diritto alla calunnia, nemmeno per i Gran Consiglieri», si legge nella nota. Nel mirino c'è in particolare un passaggio dell'atto parlamentare nel quale i due deputati scrivono che «pur di ricevere una “liquidazione” da parte del Cantone, SNL sia disposta a usare come scudo umano le persone che vi lavorano». «Si tratta di una calunnia di una gravità inaudita che nessuna persona fisica o morale può tollerare impunemente», ribadisce la società.
Nell'atto parlamentare, Sirica e Canetta hanno inoltre definito la governance di SNL «come minimo [...] opaca». Un'altra affermazione respinta dalla società: «Il fatto di essere deputati in parlamento non significa avere la licenza di diffondere impunemente calunnie e falsità». SNL ha quindi «dato mandato ai propri avvocati di promuovere le necessarie azioni penali qualora le notizie riportate dalla stampa dovessero davvero corrispondere a quanto scritto dai due Gran Consiglieri».
Quella odierna non è altro che l'ennesima presa di posizione della società. Proprio ieri i membri del Consiglio d'amministrazione di SNL – Agostino Ferrazzini, Enea Petrini, Guido Santini, Nicola Brivio, Edo Bobbià, Nicola Oteri e Ruedi Stadelmann – avevano «personalmente firmato un comunicato» nel quale garantiscono che SNL opera «in totale trasparenza e correttezza», con bilanci regolarmente sottoposti agli organi di revisione. La società ha inoltre ribadito l'intenzione di «far integralmente rispettare» gli «effetti e diritti» legati alla concessione per la navigazione sul Lago Maggiore, valida fino al 2046, respingendo «ogni rappresentazione che possa mettere in dubbio la correttezza della propria gestione». Nella stessa nota, SNL aveva confermato la disponibilità a un «confronto istituzionale» sul futuro della navigazione sul Verbano.
Una vicenda che da mesi ruota attorno alla decisione del Consiglio di Stato di non rinnovare, dal prossimo dicembre, l'ordinazione a SNL delle prestazioni di trasporto pubblico sulla linea 351 Locarno-Tenero-Magadino e al progetto di coinvolgere le FART nella gestione futura. Una questione approdata anche in Gran Consiglio nelle scorse settimane, con il Governo chiamato a chiarire la base giuridica e le modalità del passaggio.
In aula, il consigliere di Stato Norman Gobbi aveva confermato che «dal cambio d'orario del 13 dicembre 2026 il Cantone non ordinerà più a SNL le prestazioni di trasporto pubblico della linea 351». Aveva però precisato che il subentro delle FART non è automaticamente perfezionato: «L'attuazione di questo nuovo modello presuppone un accordo fra tutte le parti coinvolte oppure la rescissione dei rapporti contrattuali tra il MIT, GGNL e SNL». Gobbi aveva inoltre riferito di verifiche effettuate dal Cantone, dall'autorità federale e dal Controllo cantonale delle finanze, che avrebbero evidenziato «alcune discrepanze a livello dei conti».
Sul futuro della navigazione è intervenuta ieri sera ai microfoni del Radiogiornale della RSI anche la presidente del Consiglio di Stato Marina Carobbio Guscetti. «Abbiamo chiesto all'Ufficio federale dei trasporti di portare avanti anche lui questo progetto nell'ambito del rinnovo della concessione», ha spiegato. «C'è la volontà di collaborare con le FART. Questo risponderebbe effettivamente alle preoccupazioni per i posti di lavoro, ma anche per un servizio di qualità che va garantito».
Secondo Carobbio, il Cantone era «già pronto per metà dicembre, allo scadere della concessione, ma non è stato possibile». Da qui l'appello a SNL: «Oggi chiediamo un atto di responsabilità a SNL al fine di trovare una soluzione per questa collaborazione con le FART. Questo nell'interesse di tutti».




