In 40 invece di 300 ad una conferenza con Greta Thunberg

Il dibattito sul Sahara occidentale allo Zurich Film Festival aveva registrato il tutto esaurito, ma gran parte dei posti prenotati è rimasta vuota. L'attivista svedese accusa il Marocco.
ZURIGO - Una conferenza con l'attivista climatica Greta Thunberg a margine dello Zurich Film Festival (ZFF) sarebbe stata apparentemente sabotata. Il dibattito odierno sul conflitto nel Sahara occidentale aveva registrato il tutto esaurito, ma invece dei 300 spettatori attesi se ne sono presentati soltanto una quarantina. Thunberg ha attribuito la responsabilità al Marocco.
La domanda per i biglietti era molto alta, ma per finire la gran parte dei posti prenotati non sono stati occupati, ha indicato una portavoce dello ZFF, organizzatore dell'evento, a Keystone-ATS.
L'entrata era gratuita previa prenotazione. Stando agli organizzatori, sono stati effettuati ordini singoli per un numero molto elevato di biglietti. «Successivamente abbiamo limitato il numero di biglietti a un massimo di quattro per persona. In alcune prenotazioni ne era stato riservato un numero maggiore», ha scritto la portavoce. Quest'ultima ha aggiunto di non essere in grado di valutare o commentare se si sia trattato di un'azione mirata.
L'attivista svedese, diventata una figura mondiale della lotta contro il cambiamento climatico, si è fatta dal canto suo un'opinione chiara sulla scarsa affluenza di pubblico, stando al Tages-Anzeiger. Per Thunberg la responsabilità è del Marocco, il Paese con cui i Sahrawi, la popolazione originaria del Sahara occidentale, sono in conflitto da decenni. Più precisamente dal 1975, anno in cui la Spagna, ex potenza coloniale, ha abbandonato il territorio che è da allora rivendicato dal Marocco. I posti vuoti sarebbero, a suo avviso, la conferma del tentativo di mettere a tacere la lotta del popolo Sahrawi.
Sala colma alla prima del film
Thunberg ha partecipato ieri sera in veste di sostenitrice alla prima del documentario "My Home of Wind and Sand" di Patrick Wally, davanti ad una sala colma di gente. La pellicola, realizzata nell'arco di oltre dieci anni, racconta la storia di Najla Mohamed Lamin, cresciuta in un campo profughi nel deserto algerino. La donna si considera una voce del suo popolo, di cui difende la causa, ad esempio presso le Nazioni Unite a Ginevra.
Thunberg ha visitato un campo profughi Sahrawi nel 2025. Da allora ha più volte messo in evidenza le interconnessioni tra la battaglia dei Sahrawi, la crisi climatica globale e la giustizia sociale.



