Chi guiderà il DEFR? Si apre l'ipotesi Jans

L'UDC però potrebbe ostacolarne la candidatura
BERNA - Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) è stato regolarmente snobbato dai consiglieri federali negli ultimi anni. La questione che si pone ora è se il socialista Beat Jans approfitterà delle dimissioni di Guy Parmelin per fare lo stesso e passare al Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR)
Il basilese ha ricevuto il DFGP tre anni fa alla sua entrata in Governo, ereditandolo dalla collega di partito Elisabeth Baume-Schneider passata all'Interno dopo appena un anno alla testa di Giustizia e Polizia.
Prima della giurassiana era stato il turno di Karin Keller-Sutter, tra il 2020 e il 2023, quando era passata alle finanze, appena prima della crisi di Credit Suisse.
Anche Beat Jans potrebbe cogliere l'occasione candidandosi per prendere il comando del DEFR
L'UDC si metterà di mezzo?
Secondo il Consigliere degli Stati Carlo Sommaruga (PS/GE) «vista la sua anzianità di servizio Beat Jans potrebbe assumere la testa di un dipartimento rimasto libero. A meno che venga tradita la regola secondo cui i 'ministri' più longevi hanno priorità nella scelta, potrebbe dunque passare al DEFR».
Tuttavia le sue ambizioni potrebbero qui scontrarsi con l'UDC. Questa infatti, secondo il concetto per il quale tutto il Consiglio federale dev'essere concorde sulla ripartizione, potrebbe manifestare l'interesse nel mantenere il controllo del DEFR diventato centrale in un periodo di guerre commerciali come questo. I quattro consiglieri arrivati prima di Jans, vale a dire Ignazio Cassis, Karin Keller-Sutter, Albert Rösti ed Elisabeth Baume-Schneider, dovrebbero tutti conservare l'attuale funzione.
Jans ha inoltre efficacemente contrastato i democentristi su un tema a loro caro come l'asilo, vincendo in giugno la votazione «No a una Svizzera da 10 milioni».
Opzione DFAE
Tra i corridoi di Palazzo federale non ci si sbottona anche se pare chiaro che l'UDC non mollerà facilmente la presa sull'economia. Un'altra opzione è dunque che Jans rinunci ora all'arrocco per riprendere il Dipartimento federali degli affari esteri (DFAE) una volta che Cassis lascerà.
Il 62enne è vicino ai dossier legati all'Unione europea, gestendo la ripresa del patto migratorio europeo. Con Cassis e altri membri dell'esecutivo ha inoltre difeso i Bilaterali III di fronte al Consiglio degli Stati. Tuttavia, sempre secondo Sommaruga, Jans «sceglierà molto probabilmente un ambito che si rivolge direttamente alla popolazione», dunque verosimilmente non il DFAE. L'ultima socialista ad aver diretto questo dipartimento è stata Micheline Calmy-Rey, una quindicina di anni fa.



