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NAZIONALE

Dopo Romano e Boteli scoppia il caso Dalipi

Il trequartista del Vaduz, autore di 3 gol e 7 assist in 7 partite, è corteggiato dall’Albania di Maran. E anche il Kosovo si è fatto avanti.
Dopo Romano e Boteli scoppia il caso Dalipi
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Dopo Romano e Boteli scoppia il caso Dalipi
Il trequartista del Vaduz, autore di 3 gol e 7 assist in 7 partite, è corteggiato dall’Albania di Maran. E anche il Kosovo si è fatto avanti.
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BERNA - Dopo Alessandro Romano, conteso da Svizzera e Italia - entrambe le nazionali lo vorrebbero convocare per la prossima Nations League - e Winsley Boteli corteggiato dalla Repubblica Democratica del Congo un altro giovane talento è finito nel mirino di una federazione straniera.

Stiamo parlando di Lutfi Dalipi, protagonista di un avvio di stagione semplicemente folgorante con il neopromosso Vaduz. Nato il 23 maggio 2006 a Riaz, piccolo comune della Gruyère (FR), il trequartista ha messo a referto 3 reti e 7 assist nelle prime 7 partite di Super League, attirando inevitabilmente l’attenzione.

Il giovanissimo nazionale Under 20 svizzero, in prestito nel Principato ma di proprietà dello Young Boys, è infatti finito sotto la lente della Federazione albanese. Secondo diverse fonti, il Commissario Tecnico delle Aquile Rolando Maran vorrebbe convocare il 20enne nella nazionale maggiore.

Un rendimento che non è passato inosservato nemmeno in Svizzera. L’ottimo avvio di Dalipi, che possiede anche il passaporto portoghese, ha infatti acceso i riflettori dell’ASF. Tanto che il tecnico dell’Under 21 Alex Frei vorrebbe selezionarlo per le prossime tre sfide di qualificazione agli Europei di categoria: contro il Lussemburgo, il 25 settembre a Lugano, quindi Islanda il 29 settembre e Francia il 6 ottobre.

Ma la partita non è soltanto tra Svizzera e Albania. Anche il Kosovo è infatti interessato al giocatore, che per il momento tiene aperta la porta a tutte le opzioni.

La questione dei binazionali è dunque sempre più calda. E a conoscerla bene è anche il nuovo responsabile del settore sportivo dell’ASF, Marinko Jurendic. «Tre giocatori su quattro dei giocatori delle selezioni giovanili svizzere proviene da famiglie con un background migratorio», aveva sottolineato nella conferenza stampa di presentazione.

Un patrimonio enorme, ma anche una sfida. «Il nostro obiettivo è quello di accompagnare questi ragazzi nel loro percorso fin dalle selezioni giovanili, creando un legame sempre più solido con l’ASF». Senza però perdere di vista il principio fondamentale: «Dobbiamo accettare che alla fine sia il giocatore a decidere quale Nazionale rappresentare».

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