Infantino punta alla rielezione

L'attuale presidente della FIFA ha deciso di ricandidarsi nonostante gli scandali che lo hanno travolto.
ZURIGO - Gianni Infantino punta a restare al comando della FIFA. Il presidente dell'ente internazionale intende infatti ricandidarsi alle elezioni del marzo 2027, nonostante le forti critiche che negli ultimi mesi hanno investito la sua governance.
A confermarlo è stato domenica un portavoce della FIFA, facendo chiarezza sulle intenzioni del dirigente: «Il presidente della FIFA ha annunciato in aprile che si sarebbe candidato alla rielezione nel 2027. Ovviamente, nulla è cambiato. Il signor Infantino si candiderà alla rielezione». Una conferma che arriva dopo le indiscrezioni pubblicate da diversi media inglesi.
Sotto pressione per il caso degli investitori
Negli ultimi mesi Infantino è finito sotto una pressione senza precedenti e sta attraversando la fase più delicata della sua presidenza. A scatenare le polemiche sono stati soprattutto i piani, poi ritirati, per coinvolgere investitori in futuri affari legati ai Mondiali.
Il progetto ha suscitato forti reazioni nel mondo del calcio e, nonostante sia ormai stato accantonato, ha lasciato strascichi pesanti. La UEFA starebbe infatti cercando di impedirne la rielezione al congresso FIFA del prossimo marzo.
Tra i suoi principali critici c'è il presidente UEFA Aleksander Ceferin, che ha però già fatto sapere di non voler sfidare il 56enne. Il termine per presentare le candidature scadrà il 18 novembre. Infantino è alla guida della FIFA dal 2016.
L'UEFA prepara un procedimento penale
Il caso degli investitori potrebbe avere anche conseguenze giudiziarie. La UEFA sta preparando un procedimento penale per sospetta amministrazione infedele legata all'accordo con gli investitori. Si tratta del reato che si configura quando chi è incaricato di gestire beni o affari altrui viola i propri doveri, provocando un danno patrimoniale alla persona o all'organizzazione interessata.
Al momento, tuttavia, non è stata presentata alcuna accusa. Infantino continua a sostenere di non aver violato la legge vigente.
La FIFA, dal canto suo, ha recentemente coinvolto la giustizia statunitense e accusato gli europei di aver messo in atto una «campagna diffamatoria».



