Chi finanzia le idee finanzia il futuro

Christian Tresoldi, Consigliere comunale città di Lugano, patrizio di Castagnola.
LUGANO - Parliamo spesso di crescita, innovazione, giovani e sostegno alle imprese. Ma la domanda è molto semplice: come può nascere oggi una nuova impresa se manca l’accesso al capitale?
Per decenni il rapporto tra banca e territorio è stato uno degli elementi centrali dello sviluppo economico. C’era un rapporto umano con il consulente; oggi, invece, si ha talvolta l’impressione di essere soltanto un numero.
Un artigiano che voleva aprire una ditta poteva ottenere il credito necessario per acquistare un furgone, gli strumenti di lavoro, affittare un magazzino e iniziare la propria attività. Il consulente conosceva il territorio, le famiglie e le persone.
Oggi il sistema è comprensibilmente più prudente. Ma questa prudenza non dovrebbe trasformarsi in una barriera per chi possiede competenze, preparazione e un buon progetto, ma non dispone di una casa, di un terreno o di un patrimonio importante da offrire in garanzia.
Un giovane può aver studiato, conoscere bene il proprio settore e avere un’idea capace di migliorare la città, creare un nuovo servizio o portare innovazione. Senza capitale iniziale, però, anche il migliore dei progetti rischia di rimanere sulla carta.
E a volte si ha l’impressione che capitali, opportunità e grandi progetti finiscano per concentrarsi sempre attorno agli stessi nomi e alle realtà già consolidate. Non è necessariamente una questione di colpe: è un problema di sistema. Un’economia sana deve saper sostenere chi è già forte, ma anche permettere a nuovi imprenditori di emergere.
Per questo credo che in Ticino sarebbe utile studiare un vero strumento dedicato alle start-up e alle nuove imprese. Non significa distribuire denaro senza criterio. Al contrario: servono professionisti altamente qualificati, capaci di valutare seriamente business plan, mercato, sostenibilità finanziaria, competenze del promotore e prospettive di crescita.
Un progetto valido si sostiene. Un progetto che non regge economicamente, no. Ma almeno deve esistere la possibilità di essere valutati.
Il meccanismo economico è semplice: il capitale crea impresa, l’impresa crea posti di lavoro, il lavoro genera reddito, consumi, investimenti e gettito fiscale. Se manca il primo passaggio, tutto il sistema crolla, infatti provate a trovare un lavoro in Ticino ?
Perché un territorio che vuole crescere deve investire non soltanto nelle garanzie già esistenti, ma anche nelle competenze, nelle idee e nel futuro.



