Doppia maggioranza: lo schiaffo a Cassis

Lorenzo Quadri, consigliere nazionale Lega dei Ticinesi
Il Consiglio degli Stati ha dibattuto per quattro mezze giornate sull’accordo di sottomissione all’UE, un malloppo composto da 2000 pagine di accordi e 20mila di regolamenti. Nota bene: il contenuto del trattato coloniale non può essere modificato. O lo si accetta così com’è, o lo si respinge. Le eventuali leggi nazionali “non compatibili” verrebbero di fatto invalidate dalla Corte di giustizia UE (i famosi “giudici stranieri”).
Come ha detto il consigliere agli Stati Beat Rieder (Il Centro) durante il dibattito-fiume: “L’impero britannico concedeva alle sue colonie più diritti di quanti ne conceda l’UE alla Svizzera”.
L’unica vera decisione politica che Bruxelles non può contestare riguarda le modalità di messa in votazione popolare dell’accordo di sottomissione. E qui arriva almeno una nota positiva.
Gli Stati hanno deciso per la doppia maggioranza di popolo e Cantoni, per 23 voti contro 17. D’altra parte, il Consiglio degli Stati è la Camera dei Cantoni: sarebbe stato il colmo se i rappresentanti dei Cantoni avessero votato contro loro stessi. Eppure succede anche questo: nella consultazione, 15 Cantoni su 26 (tra questi, per fortuna, non c’è il Ticino) si sono espressi contro la maggioranza dei Cantoni. Un clamoroso suicidio politico: i lemming in nome di Bruxelles!
Da notare anche che 15 senatori hanno votato contro l’accordo: ai sei UDC si sono aggiunti l’esponente dell’MCG, quattro PLR e tre centristi. Insomma, il trattato non convince nemmeno tutti gli eurofili. Non può essere diversamente, visto che tutti gli svantaggi pesano su un’unica parte: la nostra. Altro che accordo “bilaterale”!
Al Nazionale, il dibattito sull’accordo di sottomissione si terrà in dicembre. C’è almeno da sperare che la Camera del popolo seguirà gli Stati sulla maggioranza dei Cantoni.
Nel frattempo vedremo quali altre vessazioni pretenderanno di infliggerci gli eurocrati, incuranti dell’iter politico in corso. Vedi la pretesa di farci pagare la disoccupazione ai frontalieri. L’Assemblea federale ha deciso che il Consiglio deve opporsi. Quanto scommettiamo che invece non se ne farà nulla? Giusto per gradire, Bruxelles da luglio ci ha già raddoppiato i dazi sull’acciaio (altro che Trump), e una decina di giorni fa ha mandato a spasso la delegazione elvetica recatasi nella capitale UE per discutere il tema. Andiamo bene.



