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Lorenzo Onderka

Premi di cassa malati: quando il 3,7% non racconta tutto

Lorenzo Onderka, Sostenitore di Avanti con Ticino&Lavoro
Premi di cassa malati: quando il 3,7% non racconta tutto
Lorenzo Onderka
Premi di cassa malati: quando il 3,7% non racconta tutto
Lorenzo Onderka, Sostenitore di Avanti con Ticino&Lavoro

È arrivato anche quest’anno il momento dell’annuncio dei premi di cassa malati. Per il Ticino l’aumento medio nel 2027 sarà del 3,7%. Una percentuale decisamente inferiore al 5% della media svizzera e, dopo gli aumenti pesantissimi degli ultimi anni, certamente un segnale positivo.

Glarona, con il 3%, e Vaud, con il 3,5%, sono gli unici cantoni a registrare un aumento percentuale inferiore al nostro. Letta così, la notizia sembra quasi rassicurante: finalmente il Ticino si trova tra i cantoni meno colpiti.

Ma le percentuali raccontano tutta la realtà?

Proviamo a trasformarle in franchi, quelli che ogni mese escono concretamente dalle nostre tasche. Il premio medio ticinese passa da 501.30 a 519.90 franchi al mese. Significa un aumento di 18.60 franchi. Se confrontiamo questo aumento in franchi con quello degli altri cantoni, la fotografia cambia sensibilmente: il Ticino non è più al terzo posto tra quelli con l’incremento minore, ma si situa al 13° posto su 26 cantoni.

Non è una contraddizione. È semplicemente matematica: una percentuale relativamente bassa applicata a un importo già molto elevato può produrre un aumento in franchi tutt’altro che trascurabile. Ed è proprio il livello di partenza a rappresentare il vero problema ticinese.

Nel 2027 il premio medio nel nostro Cantone raggiungerà 519.90 franchi al mese, contro una media svizzera di 412 franchi. Sono 107.90 franchi in più ogni mese, ossia 1'294.80 franchi all’anno per ogni assicurato. Il premio medio ticinese sarà quindi circa il 26% superiore alla media nazionale.

E qui le percentuali lasciano spazio alla realtà quotidiana. Il Ticino non ha soltanto il premio medio di cassa malati più elevato: secondo gli ultimi dati dell’Ufficio federale di statistica, con 5'708 franchi ha anche il salario mediano più basso tra le grandi regioni svizzere, contro i 7'024 franchi della media nazionale.

In questo contesto, quasi 1'300 franchi all’anno in più per persona non sono una semplice statistica. Per una coppia significano quasi 2'600 franchi. Sono soldi sottratti ad altre necessità, ai consumi o al risparmio. Dietro a quel +3,7%, certamente migliore rispetto agli anni precedenti, rimane una situazione estremamente pesante per molte economie domestiche ticinesi.

Nessuno di questi numeri smentisce il dato positivo rappresentato dal rallentamento della crescita. Sarebbe altrettanto sbagliato ignorare che nel 2025 l’aumento dei costi sanitari in Ticino è stato inferiore alla media nazionale. Se le misure adottate stanno iniziando a produrre risultati, è giusto riconoscerlo.

Ma proprio per questo sarebbe auspicabile che, nella comunicazione pubblica dei premi, percentuali e importi in franchi venissero sempre presentati insieme. Dire +3,7% è corretto. Dire anche +18.60 franchi al mese, 13° posto tra i cantoni per aumento in franchi e quasi 1'300 franchi all’anno più della media svizzera permette però di vedere il quadro completo. Non servono numeri diversi. Servono tutti i numeri.

Il rallentamento è una buona notizia e speriamo rappresenti davvero un’inversione di tendenza. Ma dopo anni di fortissimi aumenti, ai cittadini non basta conoscere una percentuale. Hanno anche il diritto di sapere quanto significa concretamente nel loro portafoglio.

Perché una comunicazione trasparente dovrebbe fornire tutti gli elementi e lasciare che siano i cittadini a giudicare.

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