«Queste palestre low cost ci stanno uccidendo»

Un'apertura dopo l'altra sta ridisegnando il territorio momò, mentre tra le storiche c'è chi galleggia e chi affonda in un mercato sempre più competitivo.
MENDRISIOTTO - «Spuntano come funghi» e, nel giro di pochi anni, hanno ridisegnato la geografia del fitness nel Mendrisiotto (e non solo). Negli ultimi anni solo a Mendrisio ne sono state inaugurate cinque nel raggio di pochissimi chilometri. Dove un tempo il mercato era occupato da poche palestre radicate sul territorio, oggi grandi catene e nuovi centri si contendono i clienti. Prezzi contenuti, orari estesi, servizi aggiuntivi e abbonamenti utilizzabili in più sedi hanno cambiato le regole del gioco.
Per le realtà storiche la domanda è diventata inevitabile: come resistere quando la concorrenza continua a moltiplicarsi?
Un mercato che cambia troppo velocemente
A spostare gli equilibri sono soprattutto i grandi gruppi del fitness. Aperture 24 ore su 24, centri sparsi in tutta la Svizzera e oltreconfine, corsi, sauna e formule «low cost» trasformano la palestra in un servizio da utilizzare dove e quando conviene. Un'offerta che mette sotto pressione le strutture indipendenti, chiamate a ripensare costi, servizi e identità.
È in questo scenario che si inserisce l'improvvisa chiusura del California di Balerna, una struttura diventata negli anni quasi un'istituzione per il Mendrisiotto. Con la palestra, l'acquapark e gli inconfondibili scivoli gialli e blu, ben visibili a chi entra in Ticino dal confine, il centro era ormai parte del paesaggio momò. Oggi, invece, ad accogliere chi arriva dalla dogana c'è un colosso chiuso, con la sola comunicazione sui propri canali: «Stiamo cercando la strada migliore per tornare».
Per molti clienti la chiusura ha avuto anche una conseguenza immediata: ritrovarsi con un abbonamento alla palestra improvvisamente inutilizzabile. La serranda abbassata lascia aperti diversi interrogativi: che cosa ne sarà del centro e che cosa c'è dietro la chiusura? Quanto ha pesato la concorrenza e quanto, invece, sono entrati in gioco altri fattori? Al momento non ci sono elementi sufficienti per dare una risposta.
Il nodo degli abbonamenti
L'Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (ACSI) sta valutando la situazione e le possibili forme di tutela. Il redattore responsabile ACSI, Ivan Campari, spiega che sono già arrivate richieste a InfoConsumi, il servizio di consulenza per i soci ACSI: «La consulente e la giurista si chineranno sulla questione nei prossimi giorni. Per il momento, stiamo raccogliendo le informazioni e valutando la situazione».
La risposta delle palestre indipendenti
Gli effetti della concorrenza emergono anche dall'esperienza di chi lavora nel Mendrisiotto da decenni. Quality Fitness è presente a Mendrisio da 26 anni. L'arrivo dei primi grandi concorrenti, racconta la titolare Raffaella, «ci ha dato una bella botta». Per una struttura familiare, adattarsi ha significato aumentare l'impegno diretto dei proprietari: «Io e mio marito abbiamo lavorato il doppio».
Da settembre Quality Fitness ha inoltre introdotto i «mini gruppi», con quattro persone seguite per un'ora da un istruttore. L'obiettivo è offrire un'assistenza ravvicinata a un costo inferiore rispetto a quello di un personal trainer individuale. «Ci si reinventa e si cerca di stare al passo, e questo sta piacendo ai nostri fidelizzati».
La risposta passa soprattutto dalla qualità, dall'assistenza e dal rapporto personale. «Noi conosciamo i nomi di tutti i clienti. I miei colleghi sono qua da sempre», racconta Raffaella. «Siamo una grande famiglia e siamo qui da una vita: penso che questo da noi faccia la differenza».
«Il servizio fa la differenza»
Una distinzione sottolineata anche da Laetitia Grossini, responsabile per il Ticino della Federazione Ticinese Fitness. «Le nuove catene che offrono abbonamenti stracciati, per esempio a 49 franchi al mese, offrono un servizio completamente diverso: tu arrivi, paghi un abbonamento, ma unicamente per lo spazio e il materiale».
È proprio l'assistenza, secondo Grossini, uno degli elementi su cui le realtà più piccole possono ancora giocare la propria partita. «Un operatore per la promozione dell'attività fisica non è una persona che ti dice: fai questo esercizio e stop. Prima ti chiede chi sei, cosa fai, perché ne hai bisogno, qual è la tua storia, quali sono le tue problematiche e poi, a partire da questo, adatta il tuo allenamento secondo i tuoi obiettivi».
Anche il prezzo dell'abbonamento, aggiunge, riflette questa differenza: «Un abbonamento che sembra tanto caro potrebbe dipendere anche dal fatto che c'è un coach ogni cinque o sei clienti, mentre in uno molto meno caro c'è un coach ogni 30 clienti. E chiaramente non può seguire, correggere e consigliare allo stesso modo. Figuriamoci se non c'è».
Una difficoltà che, per i centri indipendenti, si innesta sulle conseguenze della pandemia. «Dal Covid i centri presenti, soprattutto quelli a conduzione familiare o che non sono parte di un colosso, hanno ricevuto una batosta tremenda.
Tanti centri faticano ancora oggi a pagare i debiti che si sono accumulati durante quel periodo», spiega Grossini. L'arrivo delle nuove catene subito dopo ha aggiunto, secondo la responsabile, ulteriori difficoltà alla ripresa. Per i piccoli centri la strada passa quindi dalla «capacità di differenziarsi e valorizzare il servizio offerto».
Il vantaggio delle grandi reti
La scelta del low cost, del resto, non è necessariamente dettata soltanto dal prezzo. «Ci sono anche persone che hanno fatto anni nei nostri centri fitness e dicono: io so come allenarmi, voglio pagare meno, l'ambiente e la relazione umana non mi interessano», riconosce Grossini. Per chi cerca invece un accompagnamento costante, resta centrale il rapporto con il professionista: «Il contatto umano resterà sempre presente, magari oggi un po' meno, ma secondo me tornerà quando la gente vedrà che è veramente necessario».
Una partita ancora aperta
Il Ticino ha ancora spazio per nuove palestre o il mercato ha raggiunto il limite? Per Grossini la pressione non è destinata a scomparire: «Sicuramente arriveranno altre catene». Ma anche i centri indipendenti hanno margini per reagire, a condizione di cambiare: «I centri fitness che erano già presenti sul territorio non possono pensare di continuare a lavorare oggi come lavoravano vent'anni fa».
Un altro fronte riguarda il riconoscimento delle differenze tra le varie offerte. Grossini cita il lavoro della Federazione Svizzera dei Centri Fitness per valorizzare le strutture che garantiscono un maggiore livello di servizio e di promozione della salute: «Sarebbe veramente interessante far riconoscere e diversificare l'offerta anche dal rimborso delle casse malati». Un percorso, precisa, ancora in fase di sviluppo.
Mentre sul futuro del centro di Balerna restano diversi interrogativi, la competizione nel Mendrisiotto - e più generalmente in Ticino - si gioca quindi sempre di più sulla capacità di distinguersi. Prezzo, flessibilità, servizi o rapporto personale: conquistare un cliente non basta più. La vera sfida è convincerlo a restare.



