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SAN GOTTARDO

Dall'ossessione per la coda del Gottardo alla creazione di un'app

Un 57enne di Zugo ha trasformato il traffico sull’asse sud in una vera passione. Gli amici lo chiamano già «re del tunnel», lui vuole semplicemente evitare di restare in colonna.
Dall'ossessione per la coda del Gottardo alla creazione di un'app
Privato
Da un viaggio regolare attraverso il tunnel del Gotthard per motivi di lavoro è nata per il manager Fabrizio (57) una vera e propria fascinazione.
Dall'ossessione per la coda del Gottardo alla creazione di un'app
Un 57enne di Zugo ha trasformato il traffico sull’asse sud in una vera passione. Gli amici lo chiamano già «re del tunnel», lui vuole semplicemente evitare di restare in colonna.

SAN GOTTARDO - Per molti il tunnel del San Gottardo è semplicemente un tragitto da affrontare. Per Fabrizio Bacchini, invece, è diventato quasi una materia di studio. Il manager 57enne di Zugo attraversa la galleria dalle quattro alle cinque volte al mese per lavoro e vuole sapere con precisione quando conviene mettersi in viaggio. Una necessità che, con il tempo, si è trasformata in una vera e propria passione: ogni giorno analizza i dati sul traffico al Gottardo.

Solo da inizio luglio, Bacchini ha passato al setaccio circa 19mila segnalazioni ufficiali sul traffico. Ogni cinque minuti, il suo sistema registra i tempi di attesa, espressi in minuti, e la lunghezza delle code, in chilometri, comunicati dall'Ufficio federale delle strade (USTRA) per entrambe le direzioni di marcia. A questi dati si aggiungono altre informazioni ufficiali su incidenti, chiusure stradali e regolazioni del flusso di traffico.

Il risultato è eloquente: dall'11 luglio si sono registrati ingorghi davanti al tunnel in 82 giorni su 83. Il picco è stato raggiunto sabato 18 luglio, quando la coda in direzione sud ha toccato i 20 chilometri, con tempi di attesa fino a 200 minuti. Ma anche al di fuori dei periodi di vacanza la sua analisi restituisce un quadro chiaro: a settembre si sono formati ingorghi ogni giorno feriale.

Tra le 11 e le 18, il traffico è praticamente sempre congestionato. «Il momento migliore per passare è solitamente la mattina presto o il tardo pomeriggio», spiega Bacchini. Molto, però, dipende dal giorno della settimana. «Guardo la mappa e vedo quando la coda di auto inizia ad accorciarsi».

Dipendente dal traffico?
Ciò che più lo affascina dei dati sono gli schemi che si ripetono: i momenti in cui gli ingorghi sono quasi inevitabili e quelli in cui, invece, la strada è perlopiù libera.

«Trascorro quasi ogni ora libera ad analizzare il Gottardo e a cercare di percorrere la strada senza traffico», racconta. Amici e conoscenti ci scherzano sopra: «Pensano che io sia dipendente dal Gottardo». Uno di loro ha persino proposto di incoronarlo «Re del Tunnel del Gottardo» e di trasferire direttamente la sua residenza nel cuore della galleria.

Un'ossessione che ha portato alla creazione di un'app
Da questa passione è nata anche un'app gratuita, «Gottardo Live», che utilizza i dati ufficiali e segnala quando un ingorgo si forma, si allunga o comincia a dissolversi. «Ce n'era già una, ma era piena di pubblicità e bisognava cercare le informazioni sul traffico al suo interno», spiega Bacchini.

All'inizio arrivava a dedicare alla sua passione fino a cinque ore al giorno. «Prima di tutto, ho dovuto programmare la mia app in modo che recuperasse i dati in modo affidabile ogni cinque minuti». Poi confrontava i dati con le immagini delle webcam e con la situazione reale del traffico, a caccia di eventuali errori, e regolava le notifiche push affinché arrivassero al momento giusto: «né troppo presto, né troppo spesso».

Bacchini ha inoltre confrontato i dati delle singole giornate per individuare gli schemi ricorrenti. «Quando si forma l'ingorgo? Quando si risolve?». Oggi il sistema è più stabile, ma lui continua a controllare i dati ogni giorno e, al di fuori dei periodi di traffico particolarmente intenso, dedica ancora almeno mezz'ora a questa attività. Bacchini ha anche fissato la propria soglia di sopportazione: «Dieci o venti minuti di ingorgo sono accettabili, di più è troppo per me... Poi prendo il passo».

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