Cassa malati: non chiamiamolo un successo

Luca Frasa, Movimento giovani leghisti
Luca Frasa, Movimento giovani leghisti
Il Ticino nel 2027 vedrà aumentare i premi di cassa malati del 3,7%, meno della media svizzera del 5%. Il Consiglio di Stato parla di un segnale incoraggiante e dei primi effetti del lavoro svolto.
Prendiamone atto. Ma non trasformiamo l’ennesimo aumento in una vittoria.
Il premio medio ticinese salirà infatti a 519,90 franchi al mese, ancora il più alto della Svizzera. E il 3,7% arriva dopo anni di rincari che hanno colpito il nostro Cantone molto più duramente di altri.
Il dato che dovrebbe far riflettere non è quindi soltanto quello di quest’anno, ma l’evoluzione nel tempo: nell’ultimo decennio il premio in Ticino è cresciuto di circa il 56%, mentre in altri Cantoni l’aumento è stato nettamente inferiore. A Zugo, ad esempio, siamo attorno all’11%.
Per le famiglie ticinesi non sono semplici percentuali. Sono soldi che ogni mese si aggiungono ad affitti, energia, spesa, mobilità e a un costo della vita che continua a mettere sotto pressione il potere d’acquisto.
La questione è ormai strutturale. La LAMal è federale, le prestazioni obbligatorie sono disciplinate dalla stessa legge in tutta la Svizzera, ma il finanziamento attraverso i premi produce differenze enormi tra un Cantone e l’altro.
Per questo nei giorni scorsi ci siamo coordinati con Alessandro Mazzoleni, deputato in Gran Consiglio della Lega dei Ticinesi, che ha successivamente presentato un’iniziativa cantonale per chiedere a Berna una modifica della LAMal: premi uniformi a livello nazionale a parità di età, franchigia e modello assicurativo, con una ripartizione nazionale dei costi delle cure obbligatorie.
È proprio su questo punto che il dibattito deve aprirsi. Non basta cercare di rallentare gli aumenti: bisogna affrontare anche come finanziamo un’assicurazione sociale obbligatoria federale e perché il luogo in cui una persona vive debba incidere così pesantemente sulla fattura.
Il +3,7% è meno peggio di quanto visto altrove quest’anno. Ma dopo anni di rincari e con il premio medio più alto della Svizzera, per il Ticino c’è ancora ben poco da festeggiare.




