«Padre della Patria», «uomo di Stato», «punto di riferimento degli svizzeri»

Discreto, rassicurante e più strategico del previsto: così i media svizzeri raccontano Guy Parmelin dopo l'annuncio delle dimissioni.
BERNA - Le dimissioni di Guy Parmelin suscitano grande clamore in Svizzera. Non sono soltanto i partiti e le associazioni a commentare e tracciare un bilancio degli undici anni d'attività dell'attuale presidente della Confederazione: anche nei media l'agricoltore e viticoltore di formazione fa molto discutere.
POLITBÜRO (podcast di Tamedia): Il podcast politico traccia un bilancio contrastato degli undici anni di mandato, sottolineando come Parmelin abbia inciso poco a livello di politica interna, pur vantando un notevole «fattore padre della patria» (una spiccata capacità rassicurante, ndr.).
DIE WELTWOCHE: L'esordio di Parmelin a Palazzo federale è stato faticoso, ma ben pochi sono riusciti a trarre così tanto dalle possibilità offerte dalla propria carica come ha fatto lui.
NEBELSPALTER: Con le sue dimissioni, il ministro dell'economia Parmelin lascia in eredità una «fitta rete di accordi di libero scambio».
NEUE ZÜRCHER ZEITUNG (NZZ): La NZZ rende omaggio a Parmelin definendolo il consigliere federale più cordiale, ma anche il più discreto. Proprio prima del suo addio, è apparso improvvisamente «come fatto apposta per la politica mondiale».
POMONA: Il portale di informazione vallesano rileva che Parmelin era «considerato un viticoltore tranquillo, un candidato di facciata e non particolarmente eloquente. Eppure Guy Parmelin si è rivelato più strategico, determinato e ben introdotto di quanto la sua immagine lasciasse presagire».
LE TEMPS: Il suo ingresso a Palazzo federale era avvenuto dalla porta di servizio. Ora Parmelin lascia la capitale da «uomo di Stato».
LA LIBERTÉ: Nelle vesti di «buon padre della patria», Guy Parmelin è diventato un punto di riferimento per la popolazione svizzera. Può ora fare ritorno ai suoi vigneti con la consapevolezza di aver compiuto il suo dovere. Il friburghese Nicolas Kolly vanta buone chance come suo successore.
24 HEURES / TRIBUNE DE GENÈVE: Un ritratto tratteggia Guy Parmelin, dopo undici anni di mandato, come un consigliere federale atipico e modesto che, a dispetto delle derisioni iniziali, ha saputo trasformare il Dipartimento dell'economia nel motore del libero scambio a livello globale. Grazie al suo approccio cooperativo, si è guadagnato il rispetto ben al di là dei confini del proprio partito.
TAGES-ANZEIGER: Vista la mancanza di aspiranti uomini promettenti e la pressione sociale, la porta per la prima storica consigliera federale dell'UDC è spalancata come mai prima d'ora.
SCHWEIZ HEUTE: Dopo dieci consiglieri federali uomini nella storia del partito, è giunto il momento per la prima consigliera federale dell'UDC. Una quota femminile più alta nell'esecutivo non è una questione di femminismo di sinistra, bensì una necessità per una rappresentanza politica equilibrata.



