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SVIZZERA

«Perché abbiamo sanzionato la Russia e non gli Stati Uniti? Ogni guerra è diversa»

Ignazio Cassis in intervista a tema neutralità, parlando di guerre, Unione Europea (e le votazioni di settembre) ma anche di bilaterali: «Se sarò consigliere federale quando si voterà? Chi lo sa...».
«Perché abbiamo sanzionato la Russia e non gli Stati Uniti? Ogni guerra è diversa»
20 Minuten
«Perché abbiamo sanzionato la Russia e non gli Stati Uniti? Ogni guerra è diversa»
Ignazio Cassis in intervista a tema neutralità, parlando di guerre, Unione Europea (e le votazioni di settembre) ma anche di bilaterali: «Se sarò consigliere federale quando si voterà? Chi lo sa...».

BERNA - In un'intervista faccia-a-faccia in diretta da Berna, il consigliere federale Ignazio Cassis ha risposto alle domande della redazione e dei lettori di 20 Minuten sull'iniziativa per la neutralità, in votazione il 27 settembre.

Il filo conduttore del confronto è stato il prezzo che la Svizzera potrebbe pagare, sul piano internazionale, a seconda dell'esito del voto, con un occhio già rivolto al dossier parallelo dei trattati con l'Unione europea.

Il prezzo che potremmo dover pagare
Cassis esclude che un sì all'iniziativa esponga la Svizzera a sanzioni dirette, perché a suo avviso non costituirebbe una violazione del diritto internazionale. Il prezzo, però, si pagherebbe altrove: «Ma saranno meno accomodanti e molto meno amichevoli nei nostri confronti; i rapporti si raffredderanno. Questo è certo come la morte e le tasse», ha affermato.

Sul piano militare è ancora più netto: in caso di accettazione, la cooperazione con la NATO verrebbe limitata «nettamente». Anche le sanzioni ONU resterebbero teoricamente possibili, ma il diritto di veto delle grandi potenze le renderebbe di fatto inapplicabili contro Russia, Stati Uniti o Cina.

La sanzioni contro la Russia (e non gli Usa)
Sulle sanzioni già in vigore contro Mosca, Cassis rivendica una decisione ponderata: «Una tale violazione del diritto internazionale non può essere semplicemente condannata; bisogna dimostrare con fatti concreti che non possiamo accettarla».

Alla domanda sul perché non si sanzionino allo stesso modo altri Paesi, come gli Stati Uniti per l'attacco all'Iran, risponde: «Un'ottima domanda, che mi permette di dire che ogni guerra è diversa».

Ricorda che nemmeno l'ONU è intervenuta, bloccata dal veto americano, e che la legge svizzera consente sanzioni autonome solo se imposte dall'ONU o dai principali partner commerciali, cioè l'UE; Berna ha comunque condannato il raid su Teheran e sospeso le forniture di armi a Washington.

La situazione internazionale «molto difficile»
È proprio sul rapporto con Bruxelles che Cassis insiste di più. Il dibattito parlamentare sui trattati bilaterali con l'UE si terrà in autunno, e per il consigliere federale relazioni «calme e stabili» con i vicini sono oggi di importanza cruciale, in un contesto che definisce senza mezzi termini: «La situazione geopolitica sta cambiando rapidamente, e non necessariamente nella direzione giusta».

Le regole internazionali che tutelano la Svizzera, aggiunge, «vengono sempre più messe in discussione», in quella che descrive come una fase storica «molto difficile».

Incalzato su un suo eventuale addio al governo prima del voto popolare sui trattati UE, Cassis non si sbilancia: «Se sapessi quando si terrà questo referendum, potrei dare una risposta», ha risposto, evitando così di confermare o smentire un'eventuale ricandidatura nel 2027.

Quanto all'accusa, arrivata da Mosca e da Zelensky, di una neutralità ormai perduta, Cassis replica che la reazione russa era «ovviamente prevedibile» da parte di uno Stato sanzionato, mentre sull'affondo ucraino si limita a un laconico: «Non so esattamente a cosa si riferiscano».

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