Il mercato del lavoro? «Rimane solido»

In media, per chi ha meno di 25 anni bastano poco più di tre mesi per uscire dalla lista dei disoccupati
BERNA - Il mercato del lavoro svizzero nel suo complesso continua a mostrarsi solido in un contesto ancora caratterizzato da numerose incertezze geopolitiche e congiunturali: lo afferma Jérôme Cosandey, capo della direzione del lavoro presso la Segreteria di Stato dell'economia (Seco), commentando in teleconferenza i dati sulla disoccupazione (3,0% in agosto) diffusi in mattinata dai suoi funzionari.
L'unico aumento significativo riguarda i giovani tra i 15 e i 24 anni, con una quota dei senza lavoro salita al 3,4% nell'ottavo mese dell'anno: un incremento di 0,6 punti percentuali rispetto a luglio, con 2400 persone in più (per un totale di 14'700).
Secondo Cosandey si tratta però di un fenomeno stagionale del tutto normale: ogni estate migliaia di giovani che hanno terminato la scuola, una formazione o l'università si affacciano al mercato del lavoro e non hanno ancora trovato un'occupazione. Il picco dei disoccupati in questo segmento si raggiunge solitamente in agosto: i senza lavoro calano poi rapidamente tra gli under 20 verso l'autunno, mentre per i 20-25enni la situazione migliora nettamente con l'inizio dell'anno successivo. «Dovrebbe succedere anche questa volta», si è detto fiducioso l'alto dirigente.
Il dato conferma anche una differenza strutturale: i giovani sono più esposti al rischio di non avere un impiego, ma trovano una nuova sistemazione molto più velocemente delle fasce più anziane. In media, per chi ha meno di 25 anni bastano poco più di tre mesi per uscire dalla lista dei disoccupati, mentre per gli over 55 si superano i nove mesi.
Segnali positivi arrivano anche dal lavoro ridotto: lo strumento, che consente alle aziende di ridurre temporaneamente l'orario di lavoro senza licenziare, viene utilizzato sempre meno, a conferma della tenuta del tessuto produttivo elvetico, conclude Cosandey.



