Altro che paradiso naturale: una specie su tre in Svizzera è minacciata

Il nostro Paese è considerato un paradiso naturale, sul cui capo pende però una spada di Damocle.
Il nostro Paese è considerato un paradiso naturale, sul cui capo pende però una spada di Damocle.
ZURIGO - Montagne, laghi cristallini e foreste: la Svizzera coltiva la sua immagine di paradiso naturale. Ma il direttore del WWF Svizzera, Thomas Vellacott, non la vede allo stesso modo: «Nell'opinione pubblica svizzera si ha sempre la sensazione che la Svizzera sia una scolara modello. In realtà abbiamo bisogno di recuperare rispetto ad altri Paesi», afferma alla SRF.
Circa un terzo delle specie animali e vegetali del nostro Paese è minacciato di estinzione. E per salvarle, spiega Vellacott, è fondamentale proteggere anche i loro habitat.
Nei fiumi e nei laghi il calo è maggiore
A mostrare quanto siano sotto pressione le popolazioni animali nel mondo è il "Living Planet Report 2026" del WWF. Tra il 1970 e il 2022, le popolazioni di vertebrati esaminate sono diminuite in media del 73%. Il calo è particolarmente marcato nei fiumi e nei laghi, dove raggiunge l'85% per le popolazioni d'acqua dolce analizzate. Sulla terraferma la diminuzione è del 69%, mentre in mare si attesta al 59%.
Ma dall'Hasliaare, nel Canton Berna, arriva un segnale incoraggiante: la trota di lago si sta riprendendo. Grazie alla rinaturalizzazione del corso d'acqua e alla presenza di una quantità sufficiente di acqua residua, è tornata a deporre le uova. «Questo dimostra che si può realizzare la transizione energetica in modo favorevole alla biodiversità», dice Vellacott. Secondo il direttore del WWF Svizzera, anche il ritorno della lontra è legato, tra le altre cose, alla rinaturalizzazione dei fiumi e al miglioramento della qualità delle acque.
Attenzione, però, a interpretare i dati: il calo del 73% non significa che sia scomparso il 73% di tutti gli animali selvatici del mondo. L'indice prende in considerazione 35'803 popolazioni appartenenti a 5790 specie di vertebrati. Circa la metà delle popolazioni esaminate è stabile o in crescita. In quelle che diminuiscono, tuttavia, le perdite sono così consistenti che, considerando tutti i gruppi analizzati, le dimensioni delle popolazioni risultano ridotte in media del 73%.
Questi animali dimostrano che può andare anche diversamente
Invertire la tendenza, dunque, è possibile. Lo dimostra il caso delle tigri selvatiche: nel 2010 se ne contavano circa 3200 esemplari nel mondo, mentre nel 2025, secondo il WWF, erano circa 5700, con un aumento di oltre il 70%.
Un altro esempio significativo arriva dal Messico. Sull'isola di Guadalupe, tra il 2014 e il 2019, la popolazione dell'albatro di Laysan è cresciuta del 454% dopo l'avvio degli interventi per rimuovere capre e gatti inselvatichiti.
Secondo il WWF, inoltre, dal 1993 le misure di protezione hanno evitato l'estinzione di circa 32 specie di uccelli e 16 di mammiferi. Per Vellacott il messaggio è chiaro: «Possiamo fare la differenza. Non è senza speranza.»






