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SVIZZERA

2,41 franchi al litro: il diesel non è mai stato così caro

La corsa dei carburanti non accenna a fermarsi. Dal mondo politico viene chiesta la sospensione temporanea dell'imposta sugli oli minerali
2,41 franchi al litro: il diesel non è mai stato così caro
Depositphotos (TriangleProd)
Fonte TCS / 20minuten
2,41 franchi al litro: il diesel non è mai stato così caro
La corsa dei carburanti non accenna a fermarsi. Dal mondo politico viene chiesta la sospensione temporanea dell'imposta sugli oli minerali

VERNIER - 2,41 franchi. È quanto è arrivato a costare un litro di carburante diesel nelle stazioni di rifornimento svizzere. Un nuovo primato assoluto, che va a superare anche i 2,40 franchi toccati nel 2022, all'inizio del conflitto in Ucraina. È la conseguenza dei conflitti in Medio Oriente e delle strozzature nelle catene di approvvigionamento. Anche la benzina senza piombo 95 continua la sua corsa al rialzo, spiega il Touring Club Svizzero (TCS) nella sua analisi odierna, arrivando a 2,10 franchi al litro, con un aumento di 5 centesimi in una sola settimana. Il record storico di 2,31 franchi, salvo cambiamenti della situazione geopolitica che appaiono al momento decisamente remoti, è ormai all'orizzonte.

I fattori esterni
L’impennata dei prezzi dei carburanti è il risultato di una serie di fattori che si sommano tra loro. La guerra in Iran, l'avanzata degli Houthi in Yemen e le difficoltà nei flussi petroliferi dal Medio Oriente stanno mettendo sotto pressione i mercati mondiali del petrolio e dei prodotti raffinati. Ma non dobbiamo dimenticare le conseguenze della guerra in Ucraina, che ha ridotto drasticamente - se non addirittura interrotto - le esportazioni di diesel e benzina dalla Russia, colpendo anche diverse raffinerie e infrastrutture petrolifere russe. La conseguenza: l’offerta di diesel sui mercati internazionali è diventata particolarmente scarsa.

I problemi interni di logistica
La situazione è aggravata da problemi logistici interni. La raffineria di Cressier (NE), che normalmente copre il 30% del fabbisogno nazionale di prodotti petroliferi, è rimasta ferma per alcuni giorni. Inoltre, il basso livello del Reno dovuto alla siccità e all'estate torrida limita da mesi il carico delle chiatte, facendo schizzare il costo del trasporto tra Rotterdam e Basilea a oltre 220 franchi per tonnellata, contro i 22-28 franchi in condizioni normali. Secondo il TCS, il solo aumento dei costi di trasporto sul Reno pesa attualmente per circa 15 centesimi al litro sul prezzo finale dei carburanti. Nonostante queste difficoltà, l’approvvigionamento in Svizzera resta comunque garantito.

Come si calcola il prezzo
I prezzi alla pompa in Svizzera sono influenzati da molteplici fattori, sia nazionali che internazionali. Si parte dal prezzo del petrolio greggio sui mercati mondiali: oggi i future in consegna a novembre del Brent, il prezzo di riferimento internazionale, parlano di una lieve contrazione, pari a circa l'1,2% a oltre 103,50 dollari il barile. Ma l'aumento, rispetto a un anno fa, è di parecchio superiore al 50%. A incidere, come già spiegato, sono anche i costi di trasporto e logistica, con le restrizioni alla navigazione sul Reno quale elemento più delicato. Bisogna poi tenere in considerazione il tasso di cambio tra dollaro statunitense (la valuta di quotazione del petrolio sui mercati) e franco svizzero, che oggi si attesta a circa 0,8245 franchi per un dollaro. Influiscono poi le varie dinamiche di mercato: l'offerta e la domanda, a livello nazionale e internazionale, così come la concorrenza e i margini nella distribuzione all’ingrosso e al dettaglio, che spiegano le differenze di prezzo tra le varie stazioni di servizio. Si è già accennato alla capacità di raffinazione e ai margini delle raffinerie.

Le tasse: c'è chi le allevia
C'è poi il lato politico/amministrativo: le tasse e imposte pubbliche, come quella sugli oli minerali, la sovrattassa, le tasse legate alla CO2 (quando applicabili) e l’IVA vanno a toccare il prezzo finale. All'estero sono svariati i governi che hanno preso provvedimenti. In Italia le accise su diesel e benzina, poi per il solo gasolio, sono state temporaneamente ridotte a più riprese (al momento lo sgravio è di circa 12 centesimi al litro). In Francia il governo ha finora distribuito un sussidio carburante di 100 euro a 1,4 milioni di soggetti a basso reddito, senza contare gli aiuti al settore agricolo, della pesca e dell'edilizia. In Austria l'imposta sugli oli minerali è stata temporaneamente ridotta (a settembre per 1,9 centesimi di euro al litro) e sarà rivista mensilmente. Provvedimenti simili sono stati presi anche in Spagna e Portogallo.

In Svizzera non sono previsti provvedimenti
Nulla di simile sembra essere previsto in Svizzera. Non si parla di una riduzione dell'imposta sugli oli minerali, né dell'introduzione di uno sconto generale sui carburanti. Il rilascio temporaneo dalle riserve obbligatorie è stato deciso per far fronte alla chiusura della raffineria di Cressier e dei problemi di navigazione sul Reno. Lo scopo: garantire l'approvvigionamento, non l'abbassamento dei prezzi.

«Fondi sufficienti per sospendere l'imposta per due mesi»
Nella classe politica si levano le prime voci di dissenso. Il consigliere nazionale bernese Thomas Knutti (UDC) critica la riluttanza del Consiglio federale: «Avevo già chiesto un provvedimento di sgravio a marzo e presentato un'interpellanza a giugno, ma le mie richieste sono cadute nel vuoto», ha dichiarato ai colleghi di 20 Minuten. Comproprietario di un'azienda di trasporti, afferma che il suo settore di attività, così come l'agricoltura, stiano affrontando difficoltà concrete a causa dell'aumento dei prezzi. Senza parlare del traffico privato.

La spiegazione di Berna? «Pretestuosa»
Knutti chiede quindi la sospensione immediata della tassa sugli oli minerali per almeno due mesi, così da incrementare il potere d'acquisto. «Ho già avviato una petizione in tal senso». Il deputato democentrista considera pretestuosa l'argomentazione del Consiglio federale, secondo cui ciò creerebbe un deficit di finanziamento per il Fondo nazionale per le strade e i trasporti delle aree metropolitane. «Nessuno in questo Paese può lamentarsi delle cattive condizioni delle strade. Credo che ci siano fondi sufficienti per rinunciare alle entrate per due mesi».

Come risparmiare sul carburante
Per aiutare gli automobilisti a fronteggiare questi rincari, il TCS consiglia di utilizzare il proprio radar dei prezzi dei carburanti, che permette di confrontare le tariffe di circa 3.800 stazioni di servizio in tutta la Svizzera e trovare rapidamente la più conveniente nelle vicinanze. Per capire se convenga fare una deviazione per risparmiare, il TCS suggerisce la regola delle "tre 5": vale la pena percorrere 5 chilometri in più se il prezzo del carburante è almeno 5 centesimi al litro più basso, a patto di fare un pieno di almeno 50 litri.
Inoltre, il TCS raccomanda di adottare una guida fluida e anticipativa secondo i principi dell’EcoDrive: uno stile di guida regolare può ridurre i consumi di carburante fino al 20%.

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