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Svizzera

«No a estati a 50 gradi», appello a manifestare per il clima

Circa 130 organizzazioni chiedono misure di adattamento e una forte riduzione delle emissioni. Tredici appuntamenti in Svizzera.
«No a estati a 50 gradi», appello a manifestare per il clima
Coalition «Pas d’étés à 50°C!»
Fonte Ats
«No a estati a 50 gradi», appello a manifestare per il clima
Circa 130 organizzazioni chiedono misure di adattamento e una forte riduzione delle emissioni. Tredici appuntamenti in Svizzera.

LOSANNA - Circa 130 organizzazioni hanno lanciato oggi un appello a manifestare per chiedere un impegno collettivo e misure di adattamento e mitigazione di fronte al riscaldamento globale. Sono previsti tredici appuntamenti nella Svizzera tedesca e romanda, il primo dei quali a San Gallo il 18 settembre. Una manifestazione è in programma anche a Coira il 25 settembre, con luogo e orario ancora da definire.

«La pazienza è un lusso che non possiamo più permetterci», ha dichiarato Pardis Pouranpir dell'Alliance Climatique. Secondo la coalizione «Pas d'étés à 50°C!» («No a estati a 50°C!»), le ondate di calore, la siccità e i roghi boschivi dell'estate 2026 mostrano la gravità del riscaldamento climatico.

Nel manifesto le organizzazioni chiedono di proteggere tutte le vite, in particolare quelle più vulnerabili, di trasformare profondamente il sistema economico per ridurre in modo massiccio le emissioni di gas serra e di considerare l'urgenza climatica una priorità politica assoluta.

Julia Steinberger, professoressa di economia ecologica all'Università di Losanna, ha affermato che nell'estate appena conclusa si sono realizzate le previsioni degli scienziati, citando il fenomeno del Niño, che a suo dire è destinato a peggiorare nel 2027, in aggiunta al riscaldamento climatico.

Antonia Undurraga, educatrice della prima infanzia e membro del VPOD di Vaud, ha chiesto interventi di riqualificazione energetica e misure vincolanti, sottolineando i rischi per i bambini in locali dove vengono misurati 34 gradi. «In seguito a un'estate anomala, il rientro politico non può essere normale. Il 2026 è un anno di svolta», ha concluso Thibault Schneeberger di solidaritéS.

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