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Dolori e stress, autisti di bus verso il burnout

Secondo uno studio gran parte del personale dei trasporti pubblici soffre di problemi di salute. Colpa delle misure di risparmio, della carenza di personale, di una cattiva pianificazione e di altri fattori.
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Dolori e stress, autisti di bus verso il burnout
Secondo uno studio gran parte del personale dei trasporti pubblici soffre di problemi di salute. Colpa delle misure di risparmio, della carenza di personale, di una cattiva pianificazione e di altri fattori.

LOSANNA - Gli ultimi risultati dello studio TRAPHEAC (Transport Personnel Health Cohort Study) condotto da Unisanté (Centro universitario di medicina generale e salute pubblica di Losanna) sono preoccupanti. Lo studio dimostra che è necessario intervenire con urgenza: i conducenti e le conducenti di autobus in Svizzera sono esposti a notevoli sollecitazioni. Più della metà degli intervistati e delle intervistate soffre di dolori articolari, mentre si manifesta anche un aumento del rischio di stress e esaurimento professionale (burnout).

Turni pesanti e aggressioni ripetute
L'accumulo di turni notturni e mattutini, le giornate lavorative prolungate che superano le dieci ore e le ripetute aggressioni da parte di alcuni passeggeri sono tutti fattori che hanno un comprovato impatto negativo sulla salute mentale.

I dati dimostrano infatti che il timore quotidiano di incidenti e le situazioni conflittuali figurano tra i principali fattori di esaurimento.

Allo stesso tempo, lo studio dimostra che buone condizioni di pausa – in particolare tempi di riposo sufficienti e spazi di riposo adeguati – possono ridurre sensibilmente il livello di stress.

«È indispensabile migliorare notevolmente l’organizzazione del tempo di lavoro, rafforzare la protezione contro la violenza e garantire infrastrutture adeguate al corretto svolgimento del lavoro, in particolare per quanto riguarda i locali destinati alle pause e al riposo. Ne va della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori», dichiara Pablo Guarino, vicepresidente del SEV.

Non solo bus
Non è solo la salute del personale dei bus a essere minacciata, ma anche il benessere dei/delle dipendenti delle imprese ferroviarie. La carenza di personale e la pressione esercitata dalle misure di risparmio hanno ripercussioni tangibili sulla salute. «La pressione esercitata dalle misure di risparmio che grava sui nostri colleghi e sulle nostre colleghe lascia il segno su di loro», constata Patrick Kummer, vicepresidente del SEV e responsabile del dossier FFS. «In molti settori, il personale sta raggiungendo i propri limiti. È necessario investire in una dotazione di personale sufficiente, in buoni salari e in migliori indennità».

«Sempre meno fondi»
«La salute non è gratuita», afferma Matthias Hartwich, presidente del SEV. «Ma se i responsabili politici tagliano i fondi destinati ai trasporti pubblici, e quindi al personale, alla fine saranno proprio le persone che garantiscono la mobilità del nostro Paese a farne le spese. Non sono solo le imprese a dover agire: anche i responsabili politici devono rendersi conto che ogni misura di risparmio si traduce in un carico aggiuntivo per il personale ». Ciò mette a sua volta a rischio la sicurezza dei trasporti pubblici anche per l'utenza.

Una campagna sindacale
I delegati e le delegate del SEV hanno deciso, durante la loro assemblea dell’11 giugno 2026 a Losanna, di porre la salute del personale dei trasporti al centro dell’azione sindacale, chiedendo miglioramenti concreti delle condizioni di lavoro. Il SEV preparerà e poi lancerà una campagna sindacale per dare voce a queste rivendicazioni.

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