«Boteli? Lo vedo in Premier»

Marco Degennaro si gode l’esplosione del gioiello del Sion: «Ha qualità rare». E sul Lugano dice: «Sta facendo un inizio spettacolare». E promuove Sannino: «È l’uomo giusto per il Bellinzona».
SION - A Sion (e non solo) è esplosa la Boteli-mania. Il neo-attaccante della Nazionale - corteggiato anche dalla Repubblica democratica del Congo, fortunatamente senza successo - ha vissuto un avvio di stagione semplicemente folgorante. La tripletta all'Amsterdam Arena contro l'Ajax, nei playoff di Conference League, è stata l'apoteosi che ha fatto conoscere Winsley Boteli in tutta Europa.
La crescita del 20enne, primo giocatore del Sion a essere convocato con la nazionale svizzera negli ultimi 13 anni -l'ultimo era stato Gelson Fernandes - non ha però sorpreso il direttore generale del club vallesano Marco Degennaro, che già otto mesi fa ne tesseva le lodi.
Lo abbiamo quindi ricontattato per parlare di Boteli, del momento del Sion e, più in generale, del campionato svizzero. Senza dimenticare il “suo” Bellinzona.
Dopo 13 anni un giocatore del Sion tornerà a vestire la maglia della "Nati". Siete soddisfatti?
«Molto. Siamo molto contenti per lui, ma non solo. Siamo contenti anche per il lavoro che sta facendo lo staff e per i risultati ottenuti, che sono importanti perché danno visibilità a tutti».
Boteli ha avuto un inizio di stagione clamoroso e Constantin ha già rinunciato a un'offerta da 30 milioni del Galatasaray. Fino a quando pensate di potere tenerlo?
«Speriamo il più a lungo possibile, anche se non è semplice dopo certe prestazioni. Prima fai tre gol all'Amsterdam Arena contro l'Ajax e poi, tre giorni dopo, ne firmi due a Basilea: sono palcoscenici che ti danno grandissima visibilità. Delle vere e proprie vetrine».
E poi reti di altissimo livello...
«Assolutamente. Quelle, unite alla chiamata in Nazionale, sono tasselli che, messi insieme, fanno crescere il valore del giocatore, di qualsiasi giocatore, non solo di Boteli. E si arriverà a un punto in cui non sarà più possibile né giusto trattenerlo a Sion. Molto dipenderà dall'offerta che riceveremo e dalla squadra che si farà avanti. La sua carriera è infatti destinata a fare un salto che lo porti in un campionato più importante e prestigioso».
Ecco, a questo proposito, in quale squadra o campionato lo vedresti?
«Come campionato ti dico sicuramente la Premier. Sulla squadra non mi sbilancio. Boteli ha proprio le caratteristiche per giocare e fare la differenza nel campionato inglese. Lì renderebbe ancora di più».
In Premier ha giocato per anni Mario Balotelli, giocatore che nel 2007 avevi incrociato a Bellinzona, dove sembrava dovesse firmare dopo l'addio al Lumezzane (poi intervenne l'Inter e non se ne fece nulla). Boteli te lo ricorda? Ha lo stesso potenziale?
«Ha sicuramente caratteristiche simili al Balotelli che avevo conosciuto all'epoca. Poi Mario è diventato un giocatore di grande fisicità, forza ed esplosività. Allora era più esile anche come corporatura. Quindi direi di sì: può essere un giocatore che lo ricorda. Ma lo stesso Manzambi è un giocatore simile, con grande movimento, grande capacità di trovare la coordinazione anche nelle situazioni più difficili e una rapidità di esecuzione eccezionale. Boteli, poi, ha questa capacità, di cui avevamo parlato già otto mesi fa - e per fortuna non ci siamo sbagliati (ride, ndr) - di calamitare il pallone nei sedici metri e rendersi pericoloso. Una qualità rara. Un valore sicuro. Una caratteristica e peculiarità molto importante, che inevitabilmente attira l'attenzione di tante squadre, anche blasonate. Perché tutte hanno bisogno di qualcuno che la butti dentro. È un fattore troppo determinante».
Non solo Boteli: anche il Sion ha iniziato alla grande, con un ottimo percorso in Conference League e il secondo posto in campionato. Qual è l'obiettivo?
«Siamo contenti, Barthélemy, il nostro DS, sta facendo un ottimo lavoro, abbiamo una buona stabilità. Tutto ciò ci ha permesso di avere un ottimo inizio di stagione. Ottimo per i nostri tifosi e per l'ambiente che si è creato. Anche le partite in Europa sono state tutte positive, comprese quelle con l'Ajax. È chiaro che, da un lato, il sorteggio ci ha penalizzato perché ci ha impedito di fare il passo successivo, ma dall'altro ci ha permesso di vivere un'esperienza incredibile e di crescere, non solo come giocatori, ma anche come club. È vero, avremmo potuto avere un sorteggio più agevole, ma saremmo potuti uscire anche contro una squadra sulla carta più facile e meno attrattiva. Quindi va bene così. Anche del campionato siamo contenti. Siamo lì, dietro a un Lugano che sta vivendo un inizio di stagione unico, sia rispetto alle altre squadre sia rispetto alle stagioni passate. Sta facendo un percorso spettacolare. E se lo meritano, perché giocano bene».
In chiusura parliamo di un'altra ticinese: il "tuo" Bellinzona. Cosa ne pensi? Come mai alla fine tu e Constantin non siete entrati nella cordata?
«Perché la soluzione era estremamente valida. Locale, quindi ideale per una piazza come Bellinzona. Sannino? Credo che sia la persona giusta per fare in modo che questa squadra raggiunga l'obiettivo che si è prefissata. Sannino ha esperienza, conosce la piazza e sono sicuro che riuscirà a colmare le normali lacune di una squadra giovane come quella del Bellinzona. Quindi io, da tifoso, sono convinto che sia una scelta giusta e che sia l'uomo giusto per fare in modo che la situazione migliori».



