I signori della guerra

Christian Fini, libero indipendente
Nel film Lord of War, diretto nel 2005 da Andrew Niccol, Nicolas Cage, un venditore d’armi attraversa i conflitti riesportando in più paesi in guerra la propria merce. Una sceneggiatura che racconta una realtà scomoda: dove c’è un conflitto, c’è sempre qualcuno pronto a fare affari. E quando le armi partono, controllare dove finiranno diventa sempre più difficile.
La realtà è più complessa del cinema. Ma davanti alla modifica della legge sul materiale bellico la domanda è concreta: vogliamo allentare le regole che oggi limitano l’esportazione e la riesportazione di armi svizzere?
Il 29 novembre non voteremo se la Svizzera debba essere in grado di difendersi. Voteremo su una modifica che permetterebbe, a determinate condizioni, di esportare materiale bellico anche verso alcuni Paesi partner coinvolti in conflitti. Il Consiglio federale potrebbe inoltre derogare ai criteri d’autorizzazione in circostanze straordinarie. E non sarebbe più necessario chiedere in ogni caso una garanzia contro la riesportazione.
I sostenitori del sì parlano di sicurezza, industria e catene di approvvigionamento. Ma questa è anche una modifica voluta dall’industria bellica per ottenere più libertà di esportazione. Presentarla soltanto come una misura necessaria alla sicurezza significa lasciare in ombra l’interesse economico che la sostiene. E quando si parla di armi, quell’interesse non può venire prima della responsabilità di sapere a chi vendiamo e dove potranno finire.



