Cerca e trova immobili
Zurigo

«Mia madre beveva anche al mattino»

Lisa racconta come abbia trasformato un'infanzia segnata dalle dipendenze in un nuovo modello di maternità.
«Mia madre beveva anche al mattino»
Depositphotos (AndrewLozovyi)
Fonte 20Minuten
«Mia madre beveva anche al mattino»
Lisa racconta come abbia trasformato un'infanzia segnata dalle dipendenze in un nuovo modello di maternità.

ZURIGO - Una madre dipendente dall'alcol, un padre con problemi di gioco d'azzardo e un'infanzia trascorsa a prendersi cura degli altri. È la storia di Lisa, 42enne zurighese che ha raccontato a 20 Minuten cosa significhi crescere in una famiglia segnata dalle dipendenze. Oggi è madre a sua volta e ha un obiettivo: offrire ai propri figli l'amore e la sicurezza che a lei sono mancati.

«Mia madre è alcolista da quando ho memoria», racconta la donna, il cui nome è stato modificato per tutelarne l'identità. Per decenni ha cercato di aiutarla, senza riuscirci. Oggi ha accettato di non poterla salvare. «Ormai aspetto soltanto la telefonata che mi annuncerà la sua morte». Parole dure, dietro le quali si nascondono anni di preoccupazioni, responsabilità e delusioni.

Un'infanzia apparentemente normale
Lisa conserva anche ricordi felici della sua infanzia. Il padre aveva un buon lavoro, la madre era casalinga e la famiglia trascorreva splendide vacanze estive. «In fondo sembrava tutto normale», ricorda.

Ma l'alcol e il gioco d'azzardo facevano già parte della quotidianità. La famiglia frequentava spesso i locali di Zurigo, i campi da calcio e, successivamente, quelli da tennis. Le feste proseguivano talvolta a casa, con musica ad alto volume fino a tarda notte. In alcune occasioni interveniva persino la polizia per disturbo della quiete pubblica.

All'epoca, però, Lisa non si rendeva conto che qualcosa non andasse. «Non conoscevo nient'altro», spiega.

La situazione peggiorò dopo la nascita del fratellino. I genitori si separarono, la madre dovette tornare a lavorare e iniziò a bere sempre più frequentemente. «A un certo punto beveva anche al mattino».

Fu allora che Lisa cominciò ad assumersi responsabilità sempre maggiori, occupandosi della casa e della famiglia quando avrebbe avuto bisogno lei stessa di essere accudita.

«Continuavo a trovare delle scuse per lei»
Per molto tempo Lisa ha difeso il comportamento della madre, cercando una giustificazione per ogni episodio. Lo faceva «per amore, speranza e paura di essere allontanata».

Soltanto grazie a un caro amico iniziò a comprendere che il consumo di alcol della madre non era normale. Cercò quindi di aiutarla, rivolgendosi persino agli Alcolisti Anonimi di Zurigo. Ma ogni tentativo si rivelò inutile.

«Lei non ha un problema e non vuole essere aiutata», spiega Lisa, descrivendo l'atteggiamento della madre nei confronti della propria dipendenza.

Intorno ai vent'anni decise di lasciare la casa familiare. «Volevo finalmente cominciare a vivere la mia vita. Ma in qualche modo mi sentivo prigioniera».

Quando la madre non fu più in grado di gestire autonomamente la propria quotidianità, Lisa si rivolse ai servizi sociali della città di Zurigo. «Mi hanno sostenuta moltissimo. Non avrei saputo cos'altro fare».

«Non mi ha mai picchiata, ma non mi ha nemmeno dato amore»
Oggi la madre vive in una struttura assistita. Lisa va a trovarla ogni due settimane e, a Natale, la donna trascorre del tempo con la famiglia della figlia. Il loro rapporto, tuttavia, rimane distante.

«Non sono mai stata picchiata, ma non ho nemmeno ricevuto amore da mia madre», racconta la 42enne.

Le conseguenze di quell'infanzia si fanno sentire ancora oggi. Lisa si descrive come una persona diretta e realista, talvolta persino capace di ferire gli altri con le proprie parole. Mostrare i sentimenti le riesce difficile.

Solo quando ha conosciuto quello che sarebbe diventato suo marito ha trovato qualcuno su cui poter davvero contare. «Prima, per 28 anni, avevo potuto fare affidamento soltanto su me stessa».

Nonostante tutto, Lisa non condanna la madre. Sa che la sua vita è stata difficile: ha cresciuto i figli da sola, senza ricevere gli alimenti, mentre le persone che la circondavano si allontanavano man mano che la dipendenza peggiorava.

«Vorrei che trovasse finalmente pace»
Quando dice di aspettare ormai la notizia della morte della madre, Lisa non esprime rabbia o desiderio di vendetta. Dietro quelle parole ci sono soprattutto tristezza e stanchezza.

«Mi rattrista vedere che non prova più alcuna gioia di vivere», spiega. A questo si aggiunge la consapevolezza che, nonostante tutti gli sforzi, nulla sembra cambiare.

«Vorrei che trovasse finalmente pace e che probabilmente anch'io potessi chiudere questo capitolo».

Una madre diversa per i suoi figli
Oggi Lisa ha costruito una famiglia tutta sua. E proprio l'esperienza vissuta da bambina influenza profondamente il modo in cui cresce i propri figli.

Vuole offrire loro ciò che le è mancato: «Amore, protezione, senso di appartenenza, sicurezza, tempo trascorso insieme e comunicazione».

Il suo messaggio agli altri bambini e ragazzi che vivono situazioni simili è quello di cercare aiuto il prima possibile. Sa bene quanto sia difficile farlo: «Da bambini è emotivamente durissimo. Ci si vergogna e si ha la sensazione di tradire i propri genitori».

Per questo invita anche chi sta intorno a queste famiglie a prestare maggiore attenzione, senza ignorare i segnali di disagio.

Raccontando la propria storia, Lisa spera di contribuire a rompere il silenzio che spesso circonda le dipendenze familiari. «Auguro a tutti i bambini una casa piena d'amore, sicura e senza paura».

Oggi si gode la vita con il marito e i figli. E soprattutto ha imparato una cosa fondamentale, che per anni ha faticato ad accettare: «Non è colpa mia».

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE