Donna ammanettata, PS contro PLR: «Grave attacco alla Magistratura»

Danilo Forini stigmatizza la presa di posizione liberale-radicale e auspica che la giustizia segua il suo corso, senza ingerenze politiche
BELLINZONA - La presa di posizione del PLR sul decreto d'accusa nei confronti di due agenti di polizia per i fatti di Camignolo «ha il sapore di grave attacco al lavoro della Magistratura». Lo sostiene Danilo Forini, vicepresidente del Partito socialista, che critica la scelta dei liberali radicali di commentare una decisione del Ministero pubblico esprimendo «forte preoccupazione per la decisione di mettere sotto accusa due agenti di polizia in relazione ai fatti di Camignolo».
I poliziotti, osserva Forini, «devono sicuramente svolgere il proprio prezioso lavoro», ma sono tenuti a farlo «rispettando le regole, nonché la sicurezza e i diritti delle cittadine e dei cittadini». Anche di chi «legittimamente esprime la propria opinione in maniera democratica in piazza, in manifestazioni o presidi civici».
Secondo il vicepresidente socialista non spetta ai partiti contestare un decreto d'accusa del Ministero pubblico per il reato di abuso di potere, fondato - come si legge nella nota ufficiale del procuratore generale - «sulla scorta di una ricostruzione dei fatti basata su interrogatori, filmati dell'accaduto e sull'esame degli atti». La Magistratura, aggiunge, «deve a sua volta poter svolgere il proprio lavoro senza nessuna ingerenza politica».
A poter contestare la decisione, se lo riterranno opportuno, saranno semmai gli agenti coinvolti, attraverso le regolari vie di giustizia: lo stesso percorso che ha dovuto affrontare la vittima dell'azione di polizia giudicata sproporzionata dagli inquirenti, che a suo tempo «si è dovuta rivolgere ad un legale e attraversare, immaginiamo, non pochi problemi sia a livello personale che professionale». La giustizia, è la conclusione, deve seguire il suo corso «senza che nessun partito politico faccia nessun tipo di pressione, sia da una parte che dall'altra».
Sul piano politico Forini sposta invece l'attenzione sulle informazioni messe a disposizione del Consiglio di Stato per rispondere all'interrogazione parlamentare che chiedeva lumi sui fatti di Camignolo. Era già stata depositata una querela di parte dall'allora presunta vittima? Claudio Zali, in quel momento responsabile della polizia, era a conoscenza di un'inchiesta in corso? E come risponde oggi il consigliere di Stato Norman Gobbi? Sono questi, per il vicepresidente del PS, «i quesiti che devono interrogare la politica», che «invece non può ingerire sulla Giustizia».



