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SPAGNA

«L'impatto violentissimo e poi le urla»: il racconto dei passeggeri sopravvissuti

Per uscire è stato necessario spaccare i finestrini: Intanto cresce l’angoscia dei familiari che non riescono a mettersi in contatto con i propri cari.
«L'impatto violentissimo e poi le urla»: il racconto dei passeggeri sopravvissuti
«L'impatto violentissimo e poi le urla»: il racconto dei passeggeri sopravvissuti
IMAGO / Anadolu Agency
«L'impatto violentissimo e poi le urla»: il racconto dei passeggeri sopravvissuti
Per uscire è stato necessario spaccare i finestrini: Intanto cresce l’angoscia dei familiari che non riescono a mettersi in contatto con i propri cari.

Le urla dei passeggeri, le valigie scaraventate in aria e i corpi sbalzati da una parte all’altra dei vagoni. Sono le immagini drammatiche raccontate dai sopravvissuti al violentissimo scontro tra due treni ad alta velocità avvenuto questa mattina all'altezza della stazione di Urda, nella provincia di Toledo, in Spagna. Stando agli ultimi dati ufficiali, ci sarebbero almeno 30 morti e centinaia di feriti. «È stato terribile, indescrivibile», ha raccontato a TVE un passeggero che viaggiava nell’ultima carrozza dell’AVE 2080 di Renfe, sul quale si trovavano complessivamente 397 persone. L’uomo è riuscito a mettersi in salvo.

«Ci siamo resi conto dell’enorme gravità di quanto accaduto», ha spiegato. L’impatto è stato violentissimo e gli scossoni hanno spinto i presenti ad aggrapparsi ai sedili. Per uscire dalla carrozza, ha raccontato, è stato necessario rompere i finestrini. La telefonata con l’emittente si è poi interrotta perché gli stavano chiedendo un documento d’identità.

«Mi trovavo nel corridoio e sono volato via»
Anche l’emittente spagnola Onda Cero ha raccolto le testimonianze di chi è riuscito a sopravvivere. Un uomo partito da Madrid ha raccontato che, circa cinque minuti prima dello scontro, il treno si era fermato. Poco dopo, un colpo impressionante ha sconvolto il convoglio.

«È stato fortissimo. Mi trovavo nel corridoio e sono volato via», ha riferito. Nel suo vagone, ha aggiunto, ci sono state delle vittime. A pochi sedili di distanza, una persona era rimasta schiacciata da una grossa barra di ferro. «Alla fine siamo riusciti ad aprire la porta e a uscire», ha raccontato. Alcuni avevano riportato ferite alle gambe e sospette fratture, ma sono riusciti comunque ad allontanarsi.

Una donna che viaggiava nel sesto vagone di Renfe ha descritto a sua volta momenti di panico. La violenza dell’impatto l’ha fatta cadere a terra, mentre intorno a lei le valigie volavano in aria e i presenti gridavano. Anche in questo caso, per mettersi in salvo, è stato necessario rompere i finestrini e uscire dalla carrozza. La donna ha riferito di sentire dolore alla gamba sinistra, ma di stare complessivamente bene.

L’angoscia dei familiari
Mentre i soccorritori sono impegnati nelle operazioni, alla stazione di Atocha, a Madrid, cresce l’angoscia di chi cerca notizie dei propri cari. Diverse persone si sono recate sul posto dopo aver appreso la notizia dai media, nella speranza di capire che cosa sia successo ai familiari che viaggiavano a bordo dei treni coinvolti. Alcuni dipendenti di Renfe hanno spiegato loro che la sala destinata all’accoglienza dei parenti non era ancora pronta.

Tra loro c’è un uomo che sta cercando disperatamente di mettersi in contatto con la zia, partita da sola e diretta a Siviglia. Appena ha letto la notizia dell’incidente, ha iniziato a chiamarla, senza ottenere risposta. Nel frattempo, aggiorna continuamente i siti dei giornali online e cerca informazioni sul convoglio coinvolto.

«Non so se sia viva o ferita perché non risponde al telefono», ha dichiarato a El País. «Ho il biglietto e sto cercando di parlare con Iryo per sapere quale carrozza sia stata coinvolta. Provo a contattarla, ma niente». L’uomo sta cercando di capire in quale vagone si trovasse la zia. «L’ho saputo dai media», ha aggiunto.

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