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SPAGNA

Già un allarme su quella tratta: «I treni pesano troppo, binari a rischio, bisogna ridurre la velocità»

A firmare l'appello, della scorsa estate, era stato il sindacato dei macchinisti. E tornano in auge i video social degli interni dei treni che vibrano: «Avevamo tutti paura».
Guardia Civil
Fonte El Español
Già un allarme su quella tratta: «I treni pesano troppo, binari a rischio, bisogna ridurre la velocità»
A firmare l'appello, della scorsa estate, era stato il sindacato dei macchinisti. E tornano in auge i video social degli interni dei treni che vibrano: «Avevamo tutti paura».

MADRID - Su quel tratto, il treno “rimbalzava” troppo e i macchinisti che transitavano per Adamuz avevano già avvisato che la velocità andava ridotta, «a un massimo a 250 km/h».

Limite, questo, che era stato istituito e che veniva rispettato. Anche il treno Iryo che domenica sera ha finito per deragliare viaggiava a una velocità sensibilmente inferiore (205 km/h, secondo le prime indiscrezioni).

A lanciare l'allarme sulla presunta instabilità di quel braccio di strada ferrata era stata una lettera firmata dal sindacato dei macchinisti SEMAF e indirizzata alle autorità che vigilano sulla sicurezza delle ferrovie, ovvero ai gestori dell'infrastruttura (la Adif AV), all'Agenzia statale per la sicurezza ferroviaria (AESF) e anche allo stesso ministro dei trasporti, Óscar Puente.

Come riportato da El Español, l'appello - inviato lo scorso agosto - ipotizzava «un degrado profondo e accelerato del materiale rotabile» causato, si stimava, dal peso dei vagoni, soprattutto dei treni dell'alta velocità. Il rischio era che si verificassero «diversi guasti».

«Scriviamo questa lettera perché i nostri colleghi, delle diverse compagnie ferroviarie che lavorano sulla tratta, segnalano questa problematica ad Adif quotidianamente, senza che venga intrapresa alcuna azione», riportava il documento.

Da cui la richiesta di abbassare il limite di velocità da 300 km/h a 250 km/h.

Alcuni video che immortalavano i colpi, i sobbalzi e le vibrazioni eccessive sono poi trapelati anche in rete sui vari social network: «Questo è quello che mi è capitato nel mio ultimo viaggio da Siviglia a Saragozza», ha postato su X un'utente, «non ero la sola a essere preoccupata, anche gli altri passeggeri non erano affatto sereni».

Ovviamente a fare chiarezza su quanto accaduto saranno gli inquirenti, in loco già dalle prime luci, con un importante dispiegamento di agenti della scientifica. Secondo quanto riportato da alcuni media iberici, durante i sopralluoghi sarebbe stato ritrovato un giunto rotto.

Vanno comunque puntualizzate due cose: la prima è che proprio quel tratto era stato rinnovato a maggio 2025 (prima della lettera aperta) e che i Frecciarossa 1000 di Iryo, con le loro 533 tonnellate di peso a pieno carico, sono i treni più pesanti che si trovano a transitare per quel nodo ferroviario.

L'identificazione delle vittime è in corso: «Processo intenso, doloroso e complicato»
Restano 39 le vittime e più di 100 le persone rimaste ferite nel tragico sinistro di Adamuz. Stando a quanto riportato dai media spagnoli, almeno 43 persone restano ricoverate, 12 delle quali in condizioni critiche. Prosegue, e proseguirà verosimilmente anche nei prossimi giorni, il doloroso riconoscimento delle vittime, un processo che il presidente dell’Andalusia ha definito «intenso, doloroso e complicato». Per i familiari dei dispersi è stato istituito un checkpoint dove fornire campioni di DNA che permetteranno di identificare i resti ancora senza nome.

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