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LUGANO

«Io via da Lugano per El Salvador? Vado dove c'è più bisogno»

Il CEO della miliardaria Tether, Paolo Ardoino, spiega il perché del cambio di domicilio e rilancia sul "progetto cripto" a Lugano: «Bisogna imparare a vedere al di là del proprio naso».
TiPress
«Io via da Lugano per El Salvador? Vado dove c'è più bisogno»
Il CEO della miliardaria Tether, Paolo Ardoino, spiega il perché del cambio di domicilio e rilancia sul "progetto cripto" a Lugano: «Bisogna imparare a vedere al di là del proprio naso».

LUGANO - «Il Plan B non vuole vendere Bitcoin». Paolo Ardoino, CEO di Tether - colosso nel mondo delle criptovalute da 184 miliardi di capitalizzazione -, risponde così alle critiche di chi non vede di buon occhio la "Fase due" del progetto (2026-2030) di innovazione digitale per "istituzionalizzare" e portare a dibattito i pagamenti in criptovalute.

Un'intesa - quest'ultima - che in partenariato con la Città di Lugano è stata siglata ieri insieme al sindaco Michele Foletti nella sala del Consiglio Comunale di Palazzo Civico, dove abbiamo incontrato il 42enne front-man comunicativo di Tether: fatturati miliardari con la sua stablecoin (USDT) più utilizzata al mondo.

Signor Ardoino, se non è per vendere cripto, dunque qual è lo scopo del Plan B?
«Vuole spiegare una tecnologia, vuole spiegare l'esistenza e l'importanza di questa tecnologia per centinaia di milioni, se non miliardi, di persone perché non tutti sono così fortunati ad avere il franco svizzero, che è una moneta molto forte».

Allora perché coinvolgere il settore pubblico in un campo segnato dalla volatilità delle borse dovuta anche alle crisi geopolitiche?
«Credo che la Svizzera debba rendersi conto che al mondo esistono altre realtà. Assodato che la Svizzera è il paese migliore al mondo, direi che tutte le altre popolazioni soffrono molto di più in questo momento e in generale e quindi avere capacità di comprensione e apertura mentale per vedere come si sta muovendo il mondo, cosa stanno adottando gli altri paesi».

Ad esempio?
«In Nigeria, dove esiste la moneta locale che ha perso il 90% del suo valore nei confronti del dollaro americano negli ultimi 5 anni, il Bitcoin è uno strumento molto importante che protegge le persone dall'inflazione. Quindi, bisogna vedere tutto con gli occhi della relatività. È importante secondo me che ogni popolazione, per quanto fortunata sia, sia in grado di vedere al di là del proprio naso».

Lei ha cambiato domicilio dal Ceresio a El Salvador: scommette su Lugano però va in un altro Paese?
«Premesso che la sede di Tether non è mai stata a Lugano, io vivo dove c'è più necessità del mio operato. In Svizzera, lo ripeto, l'ecosistema e il sistema finanziario sono molto solidi ma ci sono altri 8 miliardi di persone al mondo che non sono così fortunate come in Svizzera».

Dunque perché Lugano?

«Sono molto legato alla Svizzera, qua investo in educazione, in tecnologia, in dialogo. Ma è chiaro che l'operatività di Tether è molto più importante dove tutte queste fortune non ci sono; quindi, se devo decidere dove passare del tempo, vado dove c'è più necessità: l'azienda si deve spostare dove c'è più bisogno e dove ci sono i mercati più importanti».

Lei è uno dei principali azionisti di un colosso di criptovalute: qual è il suo giudizio sul franco?
«Il franco è la moneta migliore al mondo, lo provano i dati. La sua resilienza, la sua forza anche nei confronti del dollaro sono lì a dimostrarlo. Quindi mi ripeto, non tutti sono così fortunati ad avere il franco svizzero, tenetevelo, anzi, teniamocelo stretto».

Oggi e domani, quale il ruolo del franco?
«Moneta di riserva, da qui ai prossimi anni sarà sempre questo».

Chi è Paolo Ardoino
Alla fine del 2025 Forbes ha inserito Paolo Ardoino, amministratore delegato di Tether, al quinto posto della lista dei "Paperoni" italiani, con un patrimonio di 9.5 miliardi. Il manager 42enne, laureato in informatica all'Università di Genova, dopo un'esperienza come ricercatore universitario, fonda nel 2013 una startup tecnologica, mentre l'anno successivo è ingegnere di Bitfinex. È nel 2016 che Ardoino entra in Tether come direttore tecnico, nel 2023 arriva invece la nomina a amministratore delegato. Nel recente passato le cronahe del Belpaese hanno fatto riferimento a un interessamento di Tether - che nel 2025 ha trasferito la sua sede principale dalle Isole Vergini Britanniche a El Salvador - nell'acquisizione della Jueventus.

Fonti: Wikipedia, Forbes Italia, Sky.

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