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MEDIO ORIENTE

Bloccati in nave, senza poter scendere né ripartire: «È come una prigione»

Sarebbero migliaia i turisti isolati a bordo dei vascelli da crociera ormai “arenati” nel Golfo. E non è chiaro quando (e se) potranno mai ripartire. Il racconto di chi si trova lì.
AFP
Bloccati in nave, senza poter scendere né ripartire: «È come una prigione»
Sarebbero migliaia i turisti isolati a bordo dei vascelli da crociera ormai “arenati” nel Golfo. E non è chiaro quando (e se) potranno mai ripartire. Il racconto di chi si trova lì.

DUBAI - Non solo i viaggiatori via aria, ma anche quelli via acqua, si trovano attualmente bloccati nella regione del Golfo. È il caso dei vacanzieri che (malauguratamente) si trovavano in crociera al momento dell'esplosione del conflitto e che ora si trovano costretti a bordo, senza possibilità di scendere a terra né di ripartire.

Secondo il Daily Mail, almeno sei navi delle principali compagnie di crociera sono attualmente in attesa di essere autorizzate a salpare. A tenerle in “scacco” la bollente situazione dei mari e l'impraticabilità dello Stretto di Hormuz.

Destinazione Maldive, ma poi è scoppiata la guerra
«Saremmo dovuti ripartire per le Maldive ma siamo rimasti bloccati qui dal 28 febbraio», racconta un cittadino svizzero rimasto bloccato sulla MSC Euribia a Port Rashid, Dubai. Durante i primi giorni di marzo, racconta, le esplosioni sono state incessanti: «Hanno colpito anche un edificio che potevamo vedere dalla nave...».

Altri passeggeri coinvolti hanno raccontato al quotidiano tedesco Bild: «Molti passeggeri, tra cui numerose famiglie con bambini, stanno iniziando a perdere la calma». Nessuno sa quando potrà tornare a casa.

Momenti di tensione a bordo: «Come una prigione»

Anche le navi da crociera Mein Schiff 4 e Mein Schiff 5, della compagnia di navigazione tedesca TUI Cruises, si trovano nella stessa situazione.

A bordo della Mein Schiff 5, che avrebbe dovuto attraccare nel porto di Doha, gli oltre 2'000 passeggeri hanno vissuto momenti di grande tensione. Secondo il portale Focus.de, un drone è stato abbattuto proprio sopra la nave. «I passeggeri sono scoppiati a piangere ed erano completamente sconvolti. In questo momento ci sentiamo impotenti e abbandonati», ha raccontato un testimone.

«Non è per nulla una vacanza, soprattutto perché siamo praticamente blindati nei nostri alloggi e non possiamo nemmeno usare la piscina. È come una prigione». Secondo il passeggero, agli ospiti non è nemmeno permesso usare i propri balconi. Nel frattempo, l'equipaggio cerca di simulare la normalità: «Cercano di risollevare il morale con barbecue sul ponte. Ridicolo, secondo me», conclude.

«Il personale sta facendo l'impossibile perché sembri tutto normale»
Meno drammatico il resoconto di Romina, di Rotenburg (Germania), che si trova bloccata sulla Mein Schiff 4 ad Abu Dhabi insieme ai suoi due figli di cinque anni, e descrive invece la situazione con maggiore calma. «Nel complesso stiamo bene. Cerchiamo di mantenere la calma e di accettare la situazione così com’è. Ci sentiamo al sicuro», ha dichiarato al quotidiano locale Kreiszeitung.

«La vita quotidiana a bordo è piuttosto tranquilla, soprattutto per i bambini», ha aggiunto. «Molti genitori si ritrovano insieme mentre i bambini giocano tra loro. L’equipaggio sta lavorando alacremente per far sì che tutto proceda nel modo più regolare possibile e fornisce aggiornamenti costanti sugli sviluppi della situazione».

Sul proprio sito web, TUI Cruises ha dichiarato: «Gli ospiti ricevono assistenza e supporto completi. Le operazioni a bordo proseguono normalmente, compatibilmente con le circostanze». Alcuni passeggeri della Mein Schiff 4 sono già riusciti a rientrare a casa, mentre altri viaggi di rimpatrio sono in fase di pianificazione in collaborazione con le autorità competenti.

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