Materie umanistiche in crisi, in calo la percentuale di studenti

La loro quota nella popolazione studentesca delle università svizzere è scesa in maniera significativa. In difficoltà soprattutto storia, lingue e letteratura.
ZURIGO - Le materie umanistiche crescono nei numeri, ma arretrano nel peso relativo. È il quadro che emerge da uno studio commissionato dall’Accademia svizzera di scienze umane e sociali (SAGW) al centro di ricerca Econcept e ripreso dalla Neue Zürcher Zeitung. L’analisi, che copre il periodo dal 1980 a oggi, restituisce una realtà complessa, lontana sia dai toni allarmistici sia da una lettura trionfalistica.
In quarant’anni gli studenti iscritti alle discipline umanistiche e sociali sono più che triplicati, passando da 18’000 a quasi 60’000. Un aumento favorito anche dalla nascita delle scuole universitarie professionali nel 1997. Oggi questi ambiti rappresentano la maggioranza degli studenti, considerando sia le università sia le SUP.
Allo stesso tempo, però, la loro quota sul totale della popolazione studentesca è in calo. Nelle dodici università svizzere, negli ultimi vent’anni, si è passati dal 40% a meno del 30%. Il calo è ancora più marcato se si considerano le scienze umane in senso stretto, come storia, filosofia e studi linguistici e culturali, escludendo economia, diritto e psicologia. Quest’ultima, con numeri elevati, contribuisce a sostenere le statistiche ma si è progressivamente allontanata dalle discipline classiche.
Le differenze tra settori sono evidenti. La teologia mantiene da decenni circa 1’200 studenti, mentre le scienze storiche e culturali hanno perso quasi un terzo degli iscritti: da quasi 8’000 nel 2005 agli attuali 5’300. La flessione riguarda in particolare storia, lingue e letteratura.
Tra le cause indicate figura il cambiamento nella composizione degli studenti. Secondo la segretaria generale della SAGW Lea Haller, il crescente numero di studenti con background migratorio tende a orientarsi verso istituzioni di prestigio internazionale come il Politecnico di Zurigo e verso i settori MINT, sostenuti da anni da politiche di promozione.
Nonostante il quadro, la SAGW intravede opportunità legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Le competenze umanistiche, come il pensiero critico e la capacità di porre domande, saranno sempre più rilevanti. La sfida, sottolinea Haller, resta però a monte: rafforzare già nella scuola dell’obbligo le competenze di lettura e scrittura, oggi in declino, condizione necessaria per rendere nuovamente attrattive queste discipline.



